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Estate di sangue sulle strade. L’Aci: "Un allarme sociale"

Prato, numeri degli accessi al pronto soccorso dell’ospedale da bollettino di guerra.  Mazzoni: "Cellulare alla guida, patenti e auto vecchie, mezzi non adatti alla città"

PRATO. Ogni giorno, a leggere i dati sembrerebbe quasi un bollettino di guerra. Ci si ferisce sulle strade pratesi, città e provincia, con incidenti stradali in aumento per quantità, e solo nei giorni scorsi si sono contati alcuni morti e molti feriti. Venerdì scorso addirittura una quindicina di accessi al Pronto soccorso di Prato per sinistri stradali, con due codici rossi. Insomma, sembrano fronti di battaglia consumati sull’asfalto. Alla centrale operativa del 118, solo da Prato e provincia, arrivano circa 150 chiamate di soccorso e se al primo posto ci sono richieste per problemi cardiocircolatori, sta aumentando in modo importante la richiesta di soccorso per incidenti stradali. Una situazione alla quale sembra sempre più difficile rispondere in modo adeguato.

«Un allarme sociale vero», dice Federico Mazzoni, presidente dell’Aci pratese, che osserva la situazione da un punto privilegiato. E non manca di dire che «se la situazione si sta aggravando è dovuta a più fattori messi assieme fra loro, dal caos del traffico allo stress, ma soprattutto dalla generalizzata mancanza di civiltà delle persone». Si guida e si viaggia per la città e la provincia con mezzi sempre più imponenti, e sempre meno appropriati alla città, e spesso senza regole e senza attenzione al codice della strada. Il “frullatore” della vita di oggi pare questo. «Mancanza di disciplina dovunque, molti incidenti sarebbero evitabili e ci sarebbero meno danni alle persone, a volte letali», prosegue Mazzoni indicando ancora una volta che il nemico numero uno di una guida sicura è lo smartphone, sia all’orecchio sia in vivavoce. «È accertato che anche in viva voce l’uso del telefono rallenta molto la capacità psicotecnica di reazione. Le persone sono completamente assuefatte da questo strumento, seguono quello e non la guida, a volte gli incidenti poi sono mortali».

«Un altro problema è l’invecchiamento della popolazione: molte patenti auto sono troppo vecchie. Un anziano non ha la stessa reattività difronte al pericolo. Poi ci sono altre concause, prima di tutte quelle che molte persone hanno preso patente o sono abituate alla guida in altri paesi stranieri, spesso molto diversa. Eppure le auto stanno raggiungendo altissimi livelli di sicurezza attiva e passiva, ma non possono far molto se chi le conduce è fuori da ogni norma di civiltà e di guida corretta», conclude Mazzoni.

Ma per Willy Pastacaldi, caposervizio della Pubblica Assistenza L'Avvenire, che segue da vicino le dinamiche del soccorso, le cose stanno in modo diverso: «I protocolli di invio e i codici di soccorso (verde, giallo e rosso) sono cambiati nel tempo, a volte anche se uno non si è fatto niente con una dinamica di incidente maggiore viene avviato al pronto soccorso con il codice rosso. Il ricorso al pronto soccorso è spesso dovuto alle

assicurazioni e i numeri sono più o meno sempre quelli. Per gli incidenti stradali spesso c'è la necessità del referto ospedaliero. Gli incidenti stradali restano più o meno gli stessi, anche se aumentano nel periodo delle scuole aperte e il lunedì giorno del mercato a Prato».
 

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