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Il tribunale è al limite dell’agibilità

Topi a piano terra, infiltrazioni di acqua , assenza di sicurezza , questa l’analisi fatta da giudici, impiegati e avvocati per la relazione all'Associazione nazionale magistrati

PRATO. Invasione di topi a piano terra, clima polare negli uffici dell’Ordine degli avvocati al primo piano, soffitto pericolante negli uffici dei giudici, caldo africano nei corridoi, infiltrazioni di acqua piovana dal soffitto e dalle pareti, ascensori perennemente guasti. Senza contare la possibilità che chiunque può entrare con un’arma senza che alcuno se ne accorga.

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«Si fa prima a demolirlo e a ricostruirlo nuovo, perché di cose da fare per rimettere a norma questo Palazzo di Giustizia ce ne sono davvero troppe e i tempi sono biblici», in questa frase della dottoressa Clementina Magazzù, dirigente amministrativo del Palazzo di Giustizia di viale della Repubblica, c’è la sintesi delle criticità che da anni il “palazzaccio” si trascina diventando di anno in anno sempre più grandi.

Martedì 12 giugno, accogliendo l’invito della sottosezione di Prato dell’Associazione nazionale magistrati, presieduta dal sostituto Lorenzo Gestri, c’erano tutti nell’aula al secondo piano, dai giudici agli avvocati, dagli impiegati ai dirigenti, per parlare proprio delle criticità e dei problemi che ciascuno si trova a vivere nel lavorare e frequentare il Palazzo di Giustizia pratese. Lo scopo è stato quello di raccogliere tutte le varie segnalazioni di criticità così da portarle sul tavolo nazionale dell’Anm che, dopo la dichiarazione di inagibilità del Tribunale di Bari con giudici, avvocati ed imputati costretti a ritrovarsi in una tendopoli, ha deciso di fare uno screening di tutti i tribunali d’Italia per cercare di avere risposte dallo Stato. Risposte che fino ad oggi non ci sono state o, se ci sono state, lo sono state col contagocce. «Da quando sono a Prato ho scoperto che cos’è la burocrazia – ha esordito il procuratore capo, Giuseppe Nicolosi - Quando faccio una richiesta o una segnalazione al Ministero molto spesso non ho neppure una risposta. Sulla domanda per il metal detector davanti all’ingresso, sono trascorsi due anni e mezzo da quando è stata fatta la domanda e approvato il finanziamento e, forse, i lavori partiranno a ottobre. Ci battiamo da sempre per migliorare le condizioni di lavoro e di vita in questo Tribunale ma i tempi di chi deve intervenire sono biblici».

Una veduta del Palazzo di Giustizia...
Una veduta del Palazzo di Giustizia di viale della Repubblica


«Voglio ringraziare il comune di Prato che ci ha messo a disposizione alcuni funzionari nelle riunioni della Conferenza permanente – dice il presidente del Tribunale, Francesco Gratteri – Ci aiutano con le loro competenze sulle spese e sugli appalti». Poi passa ad elencare le cose che si stanno facendo, «Dopo i malori accusati da due avvocati per il troppo caldo, il Provveditorato delle opere pubbliche è intervenuto per risolvere i problemi all’impianto di climatizzazione anche se non è ancora ottimale – dice Gratteri – Sul fronte sicurezza il progetto per l’installazione del metal detector è già stato finanziato con 350mila euro ed è di prossima realizzazione. Per il sistema di sicurezza antincendio per una spesa di 1,1 milioni di euro siamo nella fase di nomina del progettista». Ed infine chiude con un’amara constatazione: «Segnalo la sostanziale incomunicabilità col Ministero per segnalare le nostre problematiche. C’è una sostanziale indifferenza».

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«Quando un cittadino viene qui deve sentirsi garantito e tutelato – ha detto il presidente dell’Ordine degli avvocati, Lamberto Galletti – Ma cosa può dire un artigiano imputato per la scarsa sicurezza contestatagli nella sua azienda vedendo fili scoperti, sedie rotte e un impianto non idoneo di climatizzazione nell’aula in cui viene giudicato?» Il presidente di sezione Silvio De Luca si sofferma soprattutto sulla mancanza di sicurezza, «Forse qualcuno aspetta solo che si verifica il fatto eclatante per intervenire, altrimenti non si comprende questo ingiustificabile ritardo». Eugenio Zaffina, presidente delle Camere penali degli avvocati ha anticipato che il 25-26-27 giugno ci sarà l’astensione degli avvocati per denunciare l’indecorosa situazione in cui si trovano le sedi giudiziarie «e Prato ne entra a pieno titolo». Il presidente delle Camere civili, l’avvocato Duccio Balestri ha lanciato un accorato appello a tutti affinché ciascuno si adoperi nei limiti delle proprie mansioni per ridare dignità al Palazzo di Giustizia pratese. Non è mancato anche l’intervento di Concetta Valecce, funzionario delle sezioni civili e rappresentante sindacale della Cisl che ha parlato della necessità della sicurezza nei luoghi di lavoro e la mancanza di spazi in un Palazzo di Giustizia calibrato sulla realtà pratese di trent’anni fa e non più sufficiente.

Tutte le segnalazioni sono state raccolte dal sostituto procuratore della Repubblica Francesco Sottosanti, componente della Giunta regionale dell’Anm presieduta dall’ex magistrato di Prato, Eligio Paolini, che si preoccuperà di portarle al tavolo nazionale con l’obiettivo di «chiedere maggiori investimenti e risorse per il nostro settore».


 

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