Quotidiani locali

Vai alla pagina su Vaccini

Niente vaccini, due bimbi esclusi dalle scuole a Prato

Protesta la mamma dei due bambini che non sono stati mai vaccinati. L'ultima scadenza per mettersi in regola era il 30 aprile

PRATO. Per loro dovrebbe essere la fine di un anno da ricordare in mezzo a tanti giochi e attività di gruppo. Ultimo scorcio di materna per lui, ultimi giorni di Giocacipì (lo spazio gioco comunale) per la sorellina di 2 anni. Eppure Alessandro e Gaia (i nomi sono di fantasia per non rendere identificabili i due minori) oggi stanno a casa con la nonna. Mai vaccinati, nemmeno una volta. E il 30 aprile era l’ultima scadenza per i presidi e per i Comuni (nidi, spazi gioco e alcune materne) chiamati a trasmettere alle Asl i dati degli alunni non in regola con gli obblighi vaccinali.

La legge Lorenzin, d’altro canto, è in vigore da dieci mesi. Ma la mamma di Alessandro e Gaia ha in mano una lettera spedita via Pec all’Asl Toscana Centro agli inizi di marzo. Poco prima dunque della scadenza del 10 marzo, quando le Asl hanno inviato a scuole e Comuni l’elenco dei bimbi non in regola. Tra le righe, il genitore chiedeva un colloquio di chiarimento. «Mai ricevuto una risposta – racconta – mentre subito dopo Pasqua sono stata contattata telefonicamente dal Comune: mia figlia non risultava in regola con gli adempimenti vaccinali e dunque veniva esclusa dal servizio».

“Essere in regola” significava aver preso almeno l’appuntamento per il vaccino ma non solo. In Toscana, grazie a un accordo tra Regione, Ufficio scolastico, Anci e Asl, è stato deciso di considerare tra i regolari anche coloro che hanno preso appuntamento, non per la somministrazione del vaccino, ma per un colloquio propedeutico. Ed è quello che ha tentato di fare questa mamma pratese. A metà aprile anche il figlio primogenito, che frequenta la materna Filippino Lippi, viene sospeso da scuola con provvedimento di esclusione notificato con raccomandata a mano. Ieri è arrivata anche la lettera del Comune.

La mamma spiega che ha tardato a chiedere il colloquio per motivi familiari. La donna è seguita dal CliVa, comitato per la libertà di scelta vaccinale con cui il 23 aprile scorso è stata in Comune per parlare con l’assessora Mariagrazia Ciambellotti e la dirigente Donatella Palmieri. «La circolare ministeriale del 27 febbraio scorso – replica Palmieri – è molto chiara: possono frequentare coloro che dimostrano di aver presentato all’Asl richiesta di vaccinazione, non di colloquio».

Il Comune spiega perché sia stato notificato “in ritardo” l’atto di sospensione dal Giocacipì. «La sospensione dal servizio non la decide il Comune ma è la conseguenza di una legge. I genitori hanno già in mano una nostra comunicazione che spiegava loro le conseguenze della mancata regolarizzazione. Oggi (2 maggio, ndr) è stato formalizzato il provvedimento amministrativo».

Basta la richiesta di colloquio all’Asl per evitare la sospensione? Sì, secondo Valerio Pozzolini del CliVa. «Perché la Regione scrive

sul proprio sito che si considerano “regolari” anche coloro che hanno prenotato un colloquio all’Asl? Bisogna che venga formalizzato questo aspetto perché sono pochi i fortunati che in Toscana sono riusciti a ottenere un appuntamento».

Maria Lardara
 

TrovaRistorante

a Prato Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Premio ilmioesordio, invia il tuo libro