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Apre un blog per avvisare gli uomini: "Credetemi, il tumore al seno non è solo roba da femmine"  - Video

Professione grafico, 48 anni: un brutto giorno scopre la malattia ma oltre a lottare contro il male decide di aprire un blog per sensibilizzare gli uomini

Apre un blog per raccontare la sua lotta contro il tumore al seno: "Credetemi, non è solo roba da femmine" Stefano Saldarelli, professione grafico, 48 anni, pratese: un brutto giorno scopre la malattia ma oltre a lottare contro il male decide di aprire un blog per sensibilizzare gli uomini - L'ARTICOLO - (video Maria Lardara)

PRATO. Le valigie per il mare erano pronte. Tempo di staccare la spina, di relax e di vacanze: Stefano Saldarelli, di professione grafico, aveva già un piede sul bagnasciuga di Follonica. Ebbe giusto il tempo di fare un’ecografia al volo prima di salutare la città: qualcosa non piaceva alla moglie Antonella che, alla vigilia della partenza, si accorse di un rigonfiamento, come un nodulo, all’altezza del capezzolo sinistro del marito. E in effetti qualcosa non andava: il referto parlava di “tumefazione a sede mammaria sinistra”.

Mai Stefano avrebbe immaginato di appartenere a quel 2% di pratesi che ogni anno finiscono sotto i ferri per il cancro al seno. «Saldarelli, ogni anno a Prato operiamo 400 pazienti di cui circa il 2% sono uomini. Questa percentuale corrisponde, all’incirca, a 7 pazienti di sesso maschile. Lei quest’anno è il settimo».

Gennaio 2018: l’oncologo del centro di prevenzione “Eliana Martini” stava cercando di rispondere a tutti i legittimi perché di Stefano. Perché questa malattia doveva capitare a lui, un uomo? Le statistiche dicono che può succedere, solo che non se ne parla mai. E allora il 48enne Stefano ha deciso di raccontarlo mettendoci per primo la faccia sul suo blog (stefanosaldarelli.com), quello che ha sempre utilizzato per la sua attività lavorativa (ha anche un e-commerce per vendere accessori di design legati al mondo dei droni). Il suo primo, lungo, racconto della malattia, dalla scoperta alla diagnosi del “carcinoma duttale infiltrante alla mammella”, è comparso il 4 marzo.

Stefano Saldarelli
Stefano Saldarelli

L’intervento di asportazione del nodulo risale invece al 5 dicembre. «Ho deciso di riportare la mia testimonianza adesso perché, a questo punto della malattia, ho acquisito quella consapevolezza e lucidità necessarie per trasferire la propria esperienza agli altri. E anche per senso di responsabilità, per sensibilizzare l’importanza della prevenzione del cancro al seno maschile. Avevo già un blog, uso gli strumenti di comunicazione per lavoro, mi è sembrato naturale coniugare tutti questi elementi».

Stefano siede alla scrivania del suo studio di viale della Repubblica: è tranquillo, con lo sguardo fermo del guerriero che sa di dover combattere. Oggi, venerdì 9 marzo, lo aspetta la sesta chemioterapia: il ciclo ne prevede 12 in tutto. «La mattina mi allenerò in palestra, alle 14 sarò in ospedale. Sono entrato nella routine». Lo aspettano gli angeli custodi in camice bianco del day hospital oncologico, tanto sono gentili tutti i medici e gli infermieri di reparto con Stefano. Che esordisce così sul suo blog: «La mia storia parla di cancro al seno. Sono un uomo di 48 anni, sono stato operato di cancro al seno e adesso sto facendo la chemioterapia».

Non solo parole, ma anche immagini. Ce n’è una che Stefano ha scelto per iniziare la sua campagna di sensibilizzazione: l’ha scattata l’amico Francesco Bolognini, grande professionista dell’obiettivo. Le cicatrici sul corpo di Stefano immortalate dal fotografo diventano un modo per esorcizzare il fantasma della malattia ma, soprattutto, un’immagine forte e significativa per far riflettere. Il secondo scatto lo vedrà insieme alla moglie Antonella: senza la sua carezza, quella sera prima di partire per il mare, non si sarebbe mai scoperta in tempo la malattia.

Nel blog Stefano usa anche l’arma dell’ironia quando prende a prestito una scena del film “Berlinguer ti voglio bene” per parlare della femmina e del maschio. «La mia cicatrice porta un messaggio importante, quella di un uomo toccato dal tumore al seno. Di qui la necessità di denunciare attraverso la fotografia l’importanza della prevenzione che è un tema trasversale, senza distinzioni di genere». Bastano un’ecografia, un gesto di autopalpazione: la campagna correrà sul blog e sui social network ma Stefano è già in contatto con associazioni che si occupano di tumore al seno.
 

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