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Una città a due velocità: tanti poveri, pochi ricchi sempre più ricchi

Alla Biblioteca Lazzerini un dibattito sulle diseguaglianze sociali. Malucchi (Cgil): "Negli ultimi anni il risparmio privato è arrivato a 2 miliardi di euro"

PRATO. Dal 2012 ad oggi a Prato ci sono meno ricchi, ma sempre più ricchi. La concentrazione del denaro è in mano ad un numero decrescente di persone. Può sembrare un gioco di parole, ma a precisarlo, invece, è stato Sandro Malucchi, dirigente Cgil, al dibattito che si è tenuto sabato 10 febbraio biblioteca Lazzerini, promosso da Prato2040-idee in movimento. Il tema della serata in realtà non era quello della ricchezza, ma delle nuove povertà e diseguaglianze sociali nella città ancora operaia e industriale (Prato è ancora oggi uno dei maggiori distretti industriali d'Europa), diseguaglianze che stanno aumentando come ha detto anche Giulia Giraudo, dell'associazione Prato 2040 e fra le promotrici del dibattito. Titolo della serata : “Diseguaglianze e povertà - Il grande scandalo del nostro secolo”, svolgimento un po' più complesso del solito, mettendo assieme quasi in una forma di “open talk” percorsi e esperienze diverse, ma comunque con l'obiettivo di analizzare per quanto possibile, la crescita in città della forbice sociale.

Molti gli interventi di esponenti di primo piano che sul tema povertà e emarginazione sociale sono sicuramente in trincea ogni giorno. «I dati dal 2012 al 2017 ci danno un radiografia alquanto particolare di questa città. Non è come pensiamo o ci viene descritto - ha detto Malucchi - A Prato negli ultimi anni si calcola un risparmio privato in termini assoluti di oltre 2 miliardi di euro. Una crescita enorme quindi. Il problema però è che il grande corpo della classe media, quella che si aggira sul lordo dei 17-20.000 euro annui, è rimasta tale, mentre la ricchezza ha favorito i già ricchi ma anche qui con una eccezione. Che i ricchi diminuiscono, calano, e grosse quantità di denaro vanno in mano ad un numero sempre minore di persone».

Prima di Malucchi hanno parlato l'assessore alle politiche sociali Luigi Biancalani, Elena Pieralli della mensa dei poveri La Pira, Massimiliano Lotti della Caritas diocesana. Da tutti, un quadro che mette in risalto che seppur il Pil torni a crescere, il disagio sociale di migliaia di persone non si attenua. Un disagio che a volte è al culmine del suo percorso toccando il fondo, andando verso una povertà non solo economica, ma anche culturale e di prospettive personali. Ma c'è anche altro, qualcosa che anni fa non c'era affatto.

«Oggi arrivano richieste anche di persone anziane magari proprietarie di una abitazione ma che da sole non riescono più ad affrontare il quotidiano, dalle bollette, alle tasse, alla vita di ogni giorno. I costi sul sociale – ha detto Biancalani – restano una priorità, nel 2017 la Giunta ha messo a disposizione più di un milione di euro per affrontare questi problemi, compreso quello molto grande dell'emergenza abitativa. Da ricordare che Publiacqua ha dato un grosso aiuto al Comune mettendo a disposizione una somma di 500mila euro per affrontare l'emergenza del pagamento delle bollette dell'acqua quando necessario. Un aiuto eccezionale». Poi, gli sportelli della Caritas che fra il 2016 e il 2017 hanno monitorato migliaia di situazioni “border line”, con una più alta percentuale di stranieri che di italiani.

Della mensa La Pira, di via del Carmine, Elena Pieralli ha parlato con poche ma ben chiare parole: «Siamo un pronto soccorso sulla strada, e se consideriamo anche il dormitorio per i senza tetto non crediate che oggi vengano solo clochard. Ci sono persone che hanno perso il lavoro, in disagio personale, in conflitti familiari, con tante situazioni che si associano, e non sempre risolvibili». Per Prato 2040-idee in movimento, esperimento politico in progress poi non così tanto di laboratorio, sono intervenuti Maurizio Giardi, che ha moderato il confronto, e Giulia Giraudo, mentre in platea c'erano Antonello Giacomelli, sottosegretario del Pd, Gabriele Bosi, segretario del Pd, Diego Blasi, di Left Lab, diversi dirigenti dei sindacati, Livio Benelli, presidente della Pubblica Assistenza L'Avvenire, Andrea Lulli, ex deputato, Benedetta Squittieri assessore comunale, e diversi operatori in campo sociale. Verso la fine del confronto hanno

preso la parola Roberto Macrì, presidente della Fondazione Santa Rita, che ha parlato del percorso e dell'esperienza del Santa Rita sui diversi fronti di intervento, e l'avvocato Gabriele Terranova, penalista ed estensore assieme ad altri professionisti della riforma del sistema carcerario.

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