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La Regione vuole salvaguardare i crediti e acquistare il Creaf

Prato, rispondendo a un'interrogazione del M5S l'assessore regionale Ciuoffo ha ribadito la necessità dell'ente a non dover restituire i fondi europei già ottenuti dando all'immobile la stessa destinazione di prima

PRATO. In relazione al fallimento del Creaf di Prato, la Regione persegue l’obiettivo di salvaguardare i propri crediti nei confronti della società, attraverso l’acquisizione dell’immobile, e intende garantire la permanenza della finalità pubblica, confermando la destinazione originaria di polo urbano di ricerca, trasferimento tecnologico e formazione. Assegnerà mandato a Sviluppo Toscana di procedere all’acquisizione dell’immobile e a completare i lavori necessari a dotarlo delle funzionalità richieste.

La Giunta regionale, attraverso l’assessore alle attività produttive Stefano Ciuoffo, ha risposto in aula ad una interrogazione in merito alla decisione di continuare ad investire in Creaf, presentata dal consigliere Gabriele Bianchi del M5S.

Quali benefici si ritiene di poter trarre dall’operazione, a quanto ammonterebbe l’eventuale perdita finanziaria della Regione. E ancora: la decisione è dettata dalla necessità di non dover restituire finanziamenti europei già ottenuti per il Creaf. Questo quanto richiesto nell’interrogazione che fa seguito ad una precedente sullo stesso argomento, presentata nel giugno scorso. La giunta fornisce anche le cifre: l’ipotesi è quella di formulare al curatore fallimentare una proposta di concordato e acquisire l’immobile per una cifra stimata di 5,7milioni di euro, recuperando a bilancio 5milioni e 46mila euro pari al 50 per cento del credito vantato.

In merito alla tipologia dei finanziamenti attivati per Creaf, l’assessore ha precisato che non ci sono fondi europei.

Il consigliere Bianchi ha espresso l’auspicio che certe dinamiche non avvengano più e che questo progetto possa partire.

 

 

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