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Avvocato pratese querela Giorgia Meloni per conto dell'Anpi di Carrara

Presentata ai carabinieri di Prato la querela nella quale si ipotizza il reato di apologia di fascismo per aver esaltato il gerarca fascista Italo Balbo. E la leader di Fratelli d'Italia risponde con una pernacchia

PRATO. L'Anpi di Carrara, tramite il suo legale Francesco Mandarano, ha presentato venerdì 12 ai carabinieri di Prato una querela contro Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, in quanto organizzatrice della festa di partito ad Atreju (Roma) del settembre scorso, dove fu dato rilievo alla figura di Italo Balbo. Secondo l'Anpi, aver esaltato Balbo, gerarca fascista di spicco, configura il reato di apologia di fascismo a carico della presidente nazionale di Fratelli d'Italia. "Le leggi vietano l'esaltazione pubblica di dirigenti del passato regime fascista",  si legge nella querela, "vietano di incensare e propagandare i sistemi della politica fascista e le sue finalità antidemocratiche" e "Italo Balbo ha posseduto tutti i requisiti negativi sopra richiamati: picchiatore della prima ora, organizzatore di squadracce, che seminarono terrore negli anni 1921-1922", "partecipe di tutte le scellerate imprese fasciste". All'Anpi di Carrara la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, risponde con una "pernacchia. Penso che sia sotto gli occhi di tutti - ha argomentato a margine dell'assemblea nazionale del partito a Bologna - come tutta questa querelle che è rinata curiosamente sull'antifascismo, la coperta di Linus che il centrosinistra tira fuori quando sta in ginocchio, in realtà servisse solamente a provare a mettere in silenzio i propri avversari politici".

Su questo tema, ha proseguito "ho chiesto a Fiano", relatore della recente normativa sull'apologia di fascismo approvata alla Camera, "se lui ritenga che io debba essere denunciata e condannata secondo i principi della sua legge. Lo ho chiesto a Fiano, alla Boldrini, a Renzi e anche a Mattarella. Voglio sapere se qualcuno ritiene che io sia fuori dall'arco costituzionale e democratico e sei io meriti di finire in galera per ragioni che riguardano apologia di fascismo o amenità varie. Perché - ha aggiunto - se così non è, se io non finisco in galera, significa che tutte quelle leggi e questa polemica che hanno fatto, l'hanno fatta solo per tentare di silenziare i propri avversari politici".

Quindi, ha proseguito Meloni, "la democraticissima Anpi, nelle amministrazioni nelle quali ha un potere, sta facendo approvare delle mozioni che dicono che tu per avere accesso alle case popolari devi fare dichiarazione di antifascismo ( notizia che non risulta, risulta invece che siano richiesti certificati antifascisti per l'organizzazione di eventi pubblici, ndr) . Chi stabilisce che cosa sia antifascismo oggi? -

si  chiesta - Il ministro della Giustizia Orlando ha detto che io sono fascista. Quindi in teoria io sono tecnicamente una persona che deve finire in galera secondo questi. E sono loro - ha concluso - che stabiliscono a chi si danno le case popolari? Abbiamo un problema".
 

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