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Assistenza domiciliare, salvaguardati 150 posti di lavoro col nuovo bando

Grazie ad una sollecitazione della Cgil il comune di Prato ha modificato il bando per l'assegnazione del bando per circa diciassette milioni di euro per 48 mesi, garantendo il posto di lavoro agli attuali dipendenti delle cooperative che forniscono il servizio

PRATO. Garantita la continuità dei 155 rapporti di lavoro degli addetti all’assistenza domiciliare attualmente in forza nelle cooperative sociali. La gara, in scadenza il 25 gennaio prossimo, bandita dal Comune di Prato è stata puntualizzata nella parte che garantisce la salvaguardia dei posti di lavoro. L’importo complessivo, questa la base d’asta, di quasi 17 milioni di euro per 48 mesi di lavoro interesserà le imprese sociali provenienti da tutto il territorio nazionale. Chiunque sia a vedersi affidato il servizio di assistenza domiciliare dovrà farsi anche carico del riassorbimento dei 155 operatori attualmente impiegati presso le case dei 600 anziani distribuite sull’intero territorio provinciale.

Questa la novità derivante dalla precisazione che il Comune di Prato ha effettuato sul bando di gara dietro la segnalazione che la Fp Cgil ha effettuato sul finire del 2017. Secondo Andrea Carli sindacalista Cgil del terzo settore: “In assenza dell’inserimento nella gara, da parte del Comune, della clausola di obbligatorietà alla riassunzione si rischiava l’inesigibilità della continuità dei rapporti di lavoro con due conseguenze terribili. La perdita di tanti posti di lavoro e l’interruzione della continuità assistenziale tra assistiti e assistenti.”

Secondo l’interpretazione del sindacato di piazza Mercatale i contratti nazionali di lavoro non vincolavano il subentrante al riassorbimento del personale poiché questi garantiscono il personale soltanto nel passaggio da gara affidata a nuova gara. Si tratterebbe, per Prato, della prima gara di assistenza domiciliare effettuata dopo oltre 30 anni di convenzioni e di libera scelta del cittadino di aderire al servizio offerto della cooperativa accreditata allo svolgimento del servizio.

“Senza l’obbligo del riassorbimento del personale – continua Carli – nel caso che a vincere la gara fosse un nuovo soggetto imprenditoriale, i licenziamenti degli assistenti domiciliari avrebbe significato l’esborso di oltre 200.000 euro per le Cooperative attualmente erogatrici del servizio. La legge stabilisce la quota economica da versare per chi licenzia e ciò avrebbe causato un impoverimento complessivo

del sistema delle cooperative sociali pratesi. Con la precisazione effettuata dal Comune si sono evitati effetti negativi per imprese, lavoratori e cittadini. In questa circostanza il Comune ha saputo correggersi in corsa dando prova di intelligenza politica e capacità di reazione immediata.”

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