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Tintoria Tre Monti, libri in tribunale

Tintoria Tre Monti, libri in tribunale

L’azienda manda a casa 17 operai: «Il titolare ci ha detto di aver ricevuto un decreto ingiuntivo»

PRATO. «Ragazzi, spengete le macchine: abbiamo portato i libri in tribunale». Cala il gelo in fabbrica. E la fabbrica in questione è la Tintoria Tre Monti di Cantagallo. Sono quelle frasi che nessun lavoratore mai vorrebbe sentire dai propri titolari, un pugno nello stomaco ancora più forte per chi ha famiglia sulle spalle. Un fulmine a ciel sereno arrivato così, da un giorno all’altro. Uno dei 17 lavoratori della Tintoria Tre Monti racconta che lui e i suoi colleghi se lo son visti piombare addosso venerdì scorso, intorno alle 15, in un pomeriggio di lavoro apparentemente normale agli altri. Sono rimasti di stucco, tutti: ieri mattina il personale s’è riunito in assemblea per raccontare ai sindacati la situazione un po’ anomala che si è venuta a creare.

Sì perché risulta che l’azienda abbia fatto istanza di fallimento ma ufficialmente, dal punto di vista sindacale, non è stata aperta nessuna procedura di mobilità per cessazione di attività. Nessuna lettera di licenziamento, dunque. Nel frattempo, abbiamo provato a contattare uno dei soci presenti ieri pomeriggio in ditta (si tratta di una società in accomandita semplice) ma Alessandro Mercantelli non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione. «Sappiamo che c’è di mezzo un decreto ingiuntivo di Equitalia», racconta un lavoratore. Un epilogo così amaro non era certo atteso visti i pesanti tagli subiti in passato dalla tintoria arrivata ad avere 34 dipendenti negli anni d’oro quando Berta filava (nel 2011 fu attivata anche una cassa integrazione straordinaria). Probabile che l’empasse per il lavoratori, al momento impossibilitati a richiedere la Naspi (l’assegno di disoccupazione) come unico ammortizzatore sociale, si sblocchi solo al momento della nomina del curatore fallimentare dal tribunale. Ma la chiusura della storica tintoria in pezza per conto terzi fondata da Manedo Mercantelli, chimico diplomato al Buzzi che nel 1971 decise di aprire un attività per conto proprio (come spesso accadeva in quegli anni), è confermata anche dal sindaco di Cantagallo Guglielmo Bongiorno che sul proprio profilo Facebook ha dedicato un lungo post alla chiusura prima della GM Filati e poi della Tintoria Tre Monti, situate a poca distanza l’una dall’altra.

Siamo nella Val di Bisenzio, tra fiumi, boschi e ciminiere, dove la crisi del tessile ultimamente sta dando il colpo di grazia a quelle realtà produttive già messe a dura prova dalle difficoltà degli ultimi anni. Chi parla di crescita, ripresa e occupazione di sicuro non ha notizie dal distretto pratese. A gettare la spugna da poco è stata anche la GM Filati di cui abbiamo dato notizia a fine settembre: anche in quel caso, 17 dipendenti a casa.

«Questo crea forte preoccupazione per il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie, alle quali esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà – scrive il primo cittadino di Cantagallo su Facebook - E tanto più forte è lo sconcerto per uno stato di crisi che si presenta in una fase nella quale si cominciano

a scorgere i primi segnali di ripresa economica». Il sindaco Bongiorno parla di «grave emergenza occupazionale», mettendosi a disposizione infine per «garantire la difesa dei posti di lavoro, unico strumento vero per assicurare la dignità dei nostri cittadini».

 

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