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Posta a giorni alterni, l'azienda pronta a fare un passo indietro

I sindacati continuano a protestare con forza contro il sistema in vigore a Prato e la mancanza di personale. Domani un incontro decisivo a Firenze

PRATO. Forse sta per tornare il servizio di recapito giornaliero delle lettere in città. Forse Poste Italiane è disposta a fare un passo indietro rispetto alla sperimentazione partita due anni fa e a fermare la consegna a giorni alterni. Il condizionale è d’obbligo perché da Poste Italiane le bocche rimangono cucite, ma i sindacati ci sperano. O meglio ci spera Slc Cgil che ieri a Firenze ha organizzato una conferenza stampa per proclamare lo sciopero regionale degli straordinari e delle prestazione aggiuntive, in programma dal 22 settembre al 5 ottobre.

Il sindacato punta il dito sul sistema della consegna della posta a giorni alterni a Prato e ad Arezzo, ma denuncia anche una carenza cronica di organico in Poste Italiane sia agli sportelli che tra i portalettere. «Sono nell’ordine di alcune decine le persone che mancano a Prato» dice Michele Mengoli di Slc Cgil. Mentre a livello regionale negli ultimi anni i lavoratori di Poste sono scesi di mille unità, da diecimila a novemila. Ora però sono tutti col fiato sospeso. La decisione sullo stop al sistema di recapito a giorni alterni dovrebbe arrivare nella giornata di domani, dopo l’incontro di Poste Italiane con i sindacati nella sede fiorentina di via Porta Rossa.

Spiega Mengoli: «Noi ci auguriamo che la consegna delle posta a Prato torni tutti i giorni per un motivo molto semplice. La situazione è diventata insostenibile. È una sorta di follia quella a cui assistiamo ogni giorno in città. Bastino alcuni numeri per dire come siamo messi. Solo per le raccomandate ne dobbiamo consegnare diecimila ogni giorno a livello provinciale. Ma tante non riusciamo a recapitarle in tempo perché non ce la facciamo con questo sistema del recapito a giorni alterni. E poi mancano i postini. Molti sono ragazzi con il contratto a tempo determinato part time». E così capita pure che nella borsa del portalettere rimangano raccomandate di una certa delicatezza. Come il referto degli esami del sangue per una mamma o lettere commerciali importanti per le aziende del distretto tessile. E il ritardo nella consegna di qualche giorno crea disagi. Eppure qualcosa si muove. Poste Italiane ha acquisito una grossa commessa da Amazon, il colosso americano dell’e-commerce.

Entro la fine dell’anno oltre il 40 per cento delle spedizioni di Amazon in Italia saranno effettuate da Poste Italiane e l’azienda assumerà, anche se a tempo determinato, millecinquecento persone su tutto il territorio nazionale. Qualche assunzione dovrebbe arrivare anche a Prato.

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