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Abusi sulle turiste, anche il secondo carabiniere nega la violenza

Il militare si è presentato spontaneamente in Procura a Firenze e, come aveva già detto il collega pratese, ha ammesso un rapporto sessuale ma respinge l'accusa di stupro. Confermata la presenza di alcol nel sangue delle studentesse americane

PRATO. Ha ammesso di aver avuto un rapporto sessuale con una delle due studentesse americane. Ma ha negato che ci sia stata violenza. Questa la versione fornita dal carabiniere Pietro Costa, 32 anni, indagato insieme all'appuntato Marco Camuffo, 53 anni, di Prato, con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di due studentesse americane, nella notte tra il 6 e il 7 settembre a Firenze.

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Costa è stato interrogato nel pomeriggio di martedì 12 settembre dal sostituto procuratore Ornella Galeotti, titolare delle indagini. Come aveva fatto Camuffo, si è presentato spontaneamente. Proprio il difensore, Andrea Gallori, conferma oggi quanto detto dal carabiniere scelto. "Il mio assistito ha ammesso che ci sia stato un rapporto sessuale con una delle due studentesse americane che lo hanno denunciato - ha detto l'avvocato - ma nega assolutamente che ci sia stata violenza sessuale. In questa fase di indagini in pieno corso non ritengo di dover aggiungere altro, abbiamo piena fiducia nella magistratura, riteniamo all'esito delle stesse indagini di poter offrire ulteriori spunti investigativi". L'interrogatorio, ha precisato l'avvocato, è durato circa tre ore e si è concluso "con uno sfogo, un piano liberatorio del mio assistito", ha aggiunto il legale. L'avvocato Gallori ha anche detto che l'ubriachezza delle due studentesse "è una circostanza da chiarire, ma ritengo che sia semplice, bisogna solo aspettare il risultato degli esami biologici".

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I due carabinieri saranno presto convocati dalla Procura militare, per essere interrogati. Lo ha confermato il procuratore militare Marco De Paolis, in questi giorni impegnato all'estero. I carabinieri sono stati iscritti lunedì scorso nel registro degli indagati della Procura militare con le accuse di violata consegna (un reato che potrebbe essere configurato anche in abbandono di posto) e peculato militare, con riferimento alla violazione delle regole che disciplinano l'attività di pattuglia e all'uso arbitrario dell'auto di servizio.

Incontrando i cronisti, il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo, ha spiegato oggi che circa quattro ore dopo il rapporto sessuale coi due carabinieri entrambe le studentesse americane avevano ancora nell'organismo un rilevabile quantitativo di alcol, ingerito assumendo bevande alcoliche. Una quantità definita "sopra la norma" considerando come riferimento la soglia di 0,50 grammi per litro dei controlli stradali. In una ragazza gli esami del sangue hanno fatto trovare più alcol, in un'altra meno. Tuttavia, ha spiegato il procuratore Creazzo, questo primo riscontro non è sufficiente a stabilire se le due giovani americane fossero ubriache e in che misura non fossero lucide quando hanno incontrato i carabinieri e sono state accompagnate a casa, nel palazzo dove tra scale e ascensore ci sono stati i rapporti sessuali. Serve, è stato ancora spiegato, aspettare la relazione di un consulente, già incaricato dalla Procura, che dovrà stabilire, coi dati in suo possesso, il livello di ubriachezza risalente al momento del fatto. Ci vorrà qualche settimana.

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E' poi confermato che una delle due ragazze aveva assunto sostanze stupefacenti (hashish o marijuana) ma va stabilito a quando risale l'assunzione, se nell'imminenza del rapporto sessuale con uno dei due carabinieri o nei giorni precedenti: per questo è in corso un esame tossicologico specifico. Inoltre, poiché parte dei materiali biologici prelevati dalla polizia scientifica è disponibile in quantità esigua, ha spiegato il procuratore Creazzo, la procura deve decidere se procedere con incidente probatorio o accertamenti irripetibili: sono entrambe forme in cui la prova viene acquisita al processo con piena garanzia dato che è prevista la presenza dei consulenti di tutte le parti, indagati e parti offese.

La Procura di Firenze è intenzionata a chiedere un incidente probatorio per acquisire definitivamente come prova le testimonianze delle due studentesse. La richiesta deve essere ancora fatta al gip ma in questo modo, ha osservato Creazzo, "possiamo acquisire la prova testimoniale e permettere alle ragazze di rientrare negli Stati Uniti senza che sia necessario che tornino a Firenze" per le successive fasi processuali.

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