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In piazza Duomo tutto bene se c’è Brunori Sas

Il cantautore calabrese si esibirà in concerto a Prato il 31 agosto. «In Toscana mi sento a casa: qui ho mosso i miei primi passi»

PRATO. Per l’unica data toscana del tour estivo Brunori Sas (pseudonimo di Dario Brunori) farà tappa a Prato. E lo farà in apertura del cartellone del “Settembre. Prato è spettacolo” a cura di Fonderia Cultart che quest’anno inizia il 31 agosto.

«Felice di dare il via a questa manifestazione – commenta l’artista cosentino – A Prato si aprono le danze della kermesse mentre io il 1° settembre termino il tour estivo».

Nel concerto si potranno ascoltare sia i brani storici del cantautore, sia quelli tratti da “A casa tutto bene”, il quarto album di inediti di Brunori Sas, uscito il 20 gennaio per Picicca dischi, che ha debuttato sul podio della classifica Fimi dei dischi più venduti e che ha anche occupato i primi posti delle classifiche digitali e di streaming.

L’artista sarà accompagnato dalla sua band storica: Simona Marrazzo (cori, synth, percussioni), Dario Della Rossa (pianoforte, synth), Stefano Amato (basso, violoncello, mandolini), Mirko Onofrio (fiati, percussioni, cori, synth), Massimo Palermo (batteria, percussioni) e Lucia Sagretti (violino).

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L’appuntamento è per il 31 agosto in piazza Duomo alle ore 21,30. Biglietti: posto unico parterre in piedi 18 euro (più diritti di prevendita), posto unico in tribuna a sedere 25 euro (più la prevendita). Prevendite presso il circuito Box Office Toscana oppure al sito https://www.boxol.it/it/event/brunori-sas/204678.

Il cantautore, a poche settimane dal concerto, si racconta al Tirreno.

Partiamo dal suo nome d’arte. Come mai ha scelto di farsi chiamare Brunori Sas?

«Il primo disco è nato per gioco. In quel periodo lavoravo presso la ditta di mio padre, la Brunori Sas appunto. E siccome volevo che il progetto artistico fosse una prosecuzione di quello che facevo ho pensato di darmi questo appellativo. Anche perché (e ride, ndr) la ditta si occupava di mattoni e le mie canzoni mi sembravano proprio dei mattoni».

Qual è il suo rapporto con la Toscana e con Prato?

«In Toscana mi sento a casa. Ho frequentato l’università a Siena e per 10 anni sono rimasto lì. Ed è proprio in Toscana che ho mosso i primi passi artistici. Ho un legame forte con la vostra regione, diciamo un rapporto privilegiato. Anzi un rapporto Tos-Calabro, come dico io. Qui c’è un pubblico caloroso e ricordo il recente concerto all’ObiHall di Firenze. A Prato ho suo suonato tante volte, così come mi sono esibito spesso in Toscana. Inoltre, sono contento di esibirmi a Prato il 31 agosto, nell’unica data toscana della mia tournée. Nella canzone ‘Guardia ‘82’ parlo del 31 agosto, di una storia che nasce e un’estate che muore. Quale occasione migliore per cantarla?»

A cosa si deve il titolo dell’ultimo album “A casa tutto bene”?

«Io a casa sto bene, ma la casa non deve diventare una campana di vetro. Parlo della mia paura del cambiamento ma al tempo stesso di guardare più fuori, quindi il titolo contiene proprio l’amarezza del suo contrario. All’interno dell’album c’è “Lamezia Milano”, un pezzo ironico in un disco serio a tinte più scure rispetto ai precedenti. In questo pezzo ho giocato e c’è una presa in giro della mia pigrizia. Del paesano che va nella metropoli, dello stereotipo Nord – Sud e nel ritornello parlo del rapporto rituale degli aerei come l’applauso al pilota quando il mezzo atterra. Il disco è stato registrato in una masseria del 1100 ora adibita ad agriturismo. Qui abbiamo allestito lo studio mobile e in 15 giorni abbiamo finito l’album. Fuori dallo studio di registrazione si è molto più liberi e il clima era davvero rilassato».

Il prossimo anno vedremo Dario Brunori in una veste nuova…

«Si, nel 2018 condurrò una trasmissione su Rai Tre. Non posso svelare ancora di cosa si tratta ma sarà sicuramente una bella esperienza».
 

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