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Mostro di Firenze: l'ex legionario e il mistero di quelle quattro pistole che non si trovano - Video

Parla Giampiero Vigilanti, indagato nella nuova inchiesta sulla serie di duplici delitti: "Io con quegli omicidi non c'entro". E racconta di quando prese a bastonate Pietro Pacciani

ESCLUSIVO - Mostro di Firenze, parla l'ex legionario indagato: "Quella volta che presi Pacciani a bastonate..." Mostro di Firenze, si riapre la "pista nera" con un nuovo indagato. Ma Giampiero Vigilanti - 87 anni, ex legionario di Prato - si dichiara estraneo alla serie di delitti e racconta di quando aggredì a Vicchio il "Vampa": "Aveva rubato il lavoro a mio padre" (intervista di Paolo Nencioni) - L'ARTICOLO: l'ex legionario e il mistero di quelle quattro pistole che non si trovano

PRATO. "Finché non dirà dove sono quelle quattro pistole gli staranno addosso...". E' la moglie di Giampiero Vigilanti, l'ex legionario pratese di 87 anni indagato nell'inchiesta sui delitti del "mostro di Firenze" , a mettere il dito nella piaga, il mistero apparentemente non risolto che ha convinto il procuratore Paolo Canessa a insistere nell'inchiesta a cui ha dedicato una vita. Tra quelle quattro pistole, regolarmente detenute, c'è almeno una Beretta calibro 22, l'arma usata dal mostro. Il problema è che quelle quattro pistole non si trovano. Secondo Vigilanti, che parla davanti all'ingresso della sua casa di via dell'Anile, al Cantiere, non c'è nessun mistero. "Quelle pistole me le hanno rubate e ho fatto denuncia, ma i magistrati le avevano già viste". Su questo però, cioè sul fatto che siano state esaminate e sia stata fatta una comparazione balistica, non c'è certezza.

Mostro di Firenze, l'ex legionario indagato: "Non c'entro nulla con quella storia" Parla Giampiero Vigilanti, 87 anni. "Sono stato ascoltato altre volte dai magistrati, ma non ne hanno ricavato nulla" (video di Paolo Nencioni)L'ARTICOLO

Vigilanti racconta di essere stato sentito spesso da Canessa e dai carabinieri l'anno scorso. "Venivano quasi tutte le settimane, spesso mi portavano al comando di Firenze (la caserma di Borgognissanti, ndr), ho sempre risposto a tutte le domande e ho detto che io non c'entro nulla con quei delitti". Certo, Pietro Pacciani l'ha conosciuto, erano ragazzi insieme a Vicchio, prima che il "Vampa" fosse accusato del suo primo omicidio e Vigilanti decidesse di arruolarsi nella Legione straniera. C'è stato anche un contatto diretto, o meglio una bastonata. "Pacciani aveva rubato il lavoro a mio padre - spiega Vigilanti - Lui si sarebbe compromesso e allora ci ho pensato io. Gli ho dato una bastonata in testa, gliel'ho aperta la testa, ma lui non ha fatto nemmeno denuncia". Poi l'ha rivisto, dopo che Pacciani ebbe finito di scontare la sua prima condanna. "Eravamo conoscenti, non amici" assicura l'ex legionario.

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Le attenzioni del procuratore Paolo Canessa e dei carabinieri tornano a rivolgersi su Giampiero Vigilanti, già perquisito nel 1985 e nel 1994. Il procuratore di Firenze smentisce che siano emersi collegamenti con l'eversione di estrema destra

Di quelle pistole che sembrano interessare tanto la Procura e il Ros dei carabinieri, dice che le ha acquistate per andare al tiro a segno (mostra anche i vecchi tesserini) e che poi gli sono state rubate. E' per questo, aggiunge, che nel 1994, quando gli perquisirono la casa, trovarono 176 proiettili calibro 22 marca Winchester serie H. "Ne potevo tenere anche di più, anche mille, avendo quattro pistole, ma quelle armi le ho usate solo al poligono".

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