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Nube chimica, riaperta al transito l'area interessata: ecco com'è andata

Prato, vigili del fuoco e protezione civile al lavoro per tutta la notte nella zona di via Galcianese. Secondo Asl e Arpat la reazione chimica sarebbe dipesa dall'esposizione solare e dall'umidità presente in uno dei fusti che ha dato inizio alla decomposizione

PRATO. Molto prima di quanto previsto, questa mattina presto, lunedì 17, i vigili del fuoco hanno disposto la riapertura completa dell'area interessata nel corso della serata di domenica 16 alla fuoriscita di sostanza chimica dall'azienda Daykem di via Galcianese . Quindi anche la stessa via Galcianese (nell'unico tratto rimasto chiuso) è interamente percorribile al traffico, sia veicolare che pedonale. Lo fa sapere la Protezione civile, specificando che al momento attuale permane la chiusura al traffico della via Gradisca, ma solo perchè i Vigili del fuoco hanno concentrato in questo tratto di strada (senza sfondo) tutti i loro mezzi d'opera proprio al fine di rendere transitabile l'intera viabilità.

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Intanto sono in corso le verifiche sia dei vigili del fuoco che da parte dell'Asl e dell'Arpat per risalire alle cause della reazione chimica che ha provocato la nube tossica. Tra le ipotesi c'era anche quella che la sostanza chimica fosse entrata in contatto con l'acqua, ma ora questa eventualità sembra esclusa.

La protezione civile conferma che la sostanza chimica è urticante per inalazione, crea lacrimazione e difficoltà respiratoria, ma è tossica solo a contatto diretto. A fini precauzionali nell'area e nelle zone limitrofe è stato consigliato di tenere chiuse tutte le finestre e le aperture e di non attivare condizionatori d'aria.

Le squadre di vigili del fuoco e...
Le squadre di vigili del fuoco e protezione civile in azione in via Galcianese (foto Batavia)

In un comunicato congiunto, Asl e Arpat scrivono: "E' emerso che il problema era originato dal deposito dei fusti di biossido di tiourea. Un agente candeggiante in granuli che reagisce con l'umidità degradandosi e scaldandosi. Il prodotto si decompone a 126 gradi centigradi, ma anche esposizioni prolungate a temperature superiori ai 50 gradi e umidità possono causare decomposizione in ammoniaca, ossido e biossido di carbonio, solfuro di idrogeno e ossido di azoto. La sostanza e alcuni suoi composti di degradazione, in particolare acido solfidrico e ammoniaca, sono fortemente odorigeni".

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"In questo caso - proseguono Arpat e Asl -  è possibile che l'esposizione solare e l'umidità presente in uno dei fusti abbiano dato inizio alla decomposizione.Questa ha innalzato ulteriormente la temperatura del materiale, che ha scaldato i contenitori vicini, innestando una analoga reazione a catena".

Quello che resta dei fusti di...
Quello che resta dei fusti di biossido di tiourea della Daykem di via Galcianese

"I gas di decomposizione possono dare effetti irritanti in funzione della concentrazione in aria e quindi della distanza dal punto di sviluppo dei gas stessi; irritazioni dell'apparato respiratorio, in questo caso, possono verificarsi solo nelle immediate vicinanze del punto di sviluppo del gas. Per questo, per motivi precauzionali, la popolazione delle abitazioni circostanti è stata invitata, con la collaborazione della protezione civile a stare all'interno delle abitazioni, chiudere le finestre e tenere spenti gli impianti di condizionamento (che prendono aria dall'esterno)".

Arpat e Asl hanno collaborato con i vigili del fuoco per definire il quadro dei rischi possibili. Intorno alle 23,30 il fenomeno ha cominciato ad attenuarsi per gli interventi di tamponamento messi in atto dai vigili del fuoco. Ulteriori verifiche saranno fatte nella giornata di oggi e successivamente saranno fornite altre informazioni".

Quello che resta dei fusti di...
Quello che resta dei fusti di biossido di tiourea della Daykem di via Galcianese

 

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