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Nube chimica, il titolare: "Importiamo il prodotto dalla Cina, finora nessun problema"

Parla Gabriele Paoletti, presidente del Cda della Daykem di via Gradisca: "Siamo portati a escludere il contatto con l'acqua, stiamo cercando di capire"

PRATO. "Trattiamo questo prodotto da anni e sinceramente non siamo ancora riusciti a capire che cosa sia successo". Parla Gabriele Paoletti, presidente del cda della Daykem di via Gradisca, dalla quale nella serata di domenica 16 si è sprigionata una nube chimica che ha tenuto impegnati per ore i vigili del fuoco e la protezione civile. In via Gradisca si percepisce ancora l'odore dolciastro che domenica sera ha costretto i residenti della zona a tenere per ore le finestre chiuse.

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Paoletti è seduto nell'ufficio dell'azienda mentre all'esterno i vigili del fuoco continuano nell'opera di bonifica e osservano le immagini delle telecamere di sorveglianza in un furgone. "Questa sostanza, il biossido di tiourea - spiega Paoletti - sviluppa una reazione quando si superano i 126 gradi centigradi, oppure a contatto con l'acqua, ma questo tendiamo a escluderlo perché non ci sono tubature vicino al punto in cui è iniziata la reazione chimica. Stiamo cercando di capire. L'azienda comunque continua a lavorare".

Il prodotto che ha causato la nube chimica viene importato dalla Cina e finora non aveva mai dato problemi. Alla Daykem non aprono nemmeno i fusti, ma li rivendono alle tintorie, che usano il biossido di tiourea come sbiancante. La Daykem sta anche pensando di proporlo alle cartiere di Lucca, in quanto potrebbe essere usato come sbiancante anche per la carta e sembra meno inquinante di altri prodotti attualmente in uso nel settore.

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