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Gruppo Europa, 13 operai a rischio di licenziamento

Prato, destino certo per otto lavoratrici di Eurocontrol dopo la fumata nera nell’incontro sindacale di giovedì 13. Altri cinque esuberi in trattativa nel lanificio

PRATO. Il bubbone sanguinava da mesi all’Eurocontrol, società della galassia del lanificio Europa che si occupa di controllo qualità. È scoppiato ieri mattina, quando al tavolo in Provincia si sono seduti i sindacati (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil) e i rappresentanti dell’azienda per trovare un accordo sul destino dei lavoratori. E invece no, si è chiusa con esito negativo la procedura di licenziamento collettivo per otto unità di personale avviata il 5 giugno scorso.

Mancato accordo tra i sindacati e la proprietà facente capo alla famiglia Guarducci: da un momento all’altro, potrebbero ricevere la lettera di licenziamento otto lavoratrici, otto addette al controllo tessuti, su un organico composto da venti dipendenti. Ma sono dolori anche per il lanificio Europa, l’azienda madre del gruppo che ha fatto la storia del distretto con il tessuto denim, che ha presentato un concordato preventivo in continuità aziendale agli inizi di marzo: due giorni fa, il lanificio ha comunicato ai sindacati l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo per cinque unità sul totale di una quarantina di dipendenti.

In ballo dunque altri cinque esuberi che si aggiungono agli altri otto certi all’Eurocontrol anche se, nel caso del lanificio Europa, la partita è ancora tutta aperta: occorre aspettare altri quaranta giorni (25 giorni di consultazione sindacale, 15 di fase “amministrativa” in Regione o Provincia) in cui i sindacati proveranno a trovare un paracadute per i lavoratori come la cassa integrazione straordinaria in alternativa ai licenziamenti. Sarebbe stato proprio questo il punto di rottura tra sindacati e proprietà sul taglio di personale all’Eurocontrol, ovvero il tentativo di convincere l’azienda a utilizzare strumenti alternativi come la cig straordinaria per crisi aziendale in modo non mandare a casa i lavoratori. Chissà se verranno salvati cinque posti al lanificio Europa: ieri pomeriggio, il primo faccia a faccia tra azienda e sigle sindacali.

«Mi è stato riferito che le parti si aggiorneranno a fine luglio per cercare una soluzione, non è deciso ancora nulla», fa sapere l’imprenditore Luigi Guarducci raggiunto telefonicamente a Milano Unica mentre si stanno per chiudere gli stand. «Scelte dolorose e difficili per risanare i conti: la prossima settimana dobbiamo presentare richiesta di omologa del concordato. Ma la ristrutturazione è necessaria per rialzare la testa e ripartire più forti di prima». Il Tirreno aveva incontrato martedì scorso l’imprenditore direttamente in fiera: tra

le difficoltà, anche la spietata concorrenza asiatica che ha inflazionato proprio quel prodotto su cui il lanificio Europa è sempre stato forte. L’agonia del gruppo non finisce qui: è in odore di concordato anche la Elafil srl, il reparto di roccatura e ritorcitura del gruppo.
 

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