Quotidiani locali

Tre milioni al Creaf: «Uno strumento per le imprese» 

Prato, il governatore Rossi conferma l’operazione di riacquisto: «È un’opportunità». L'assessore regionale Stefano Ciuoffo: «E' l'unico modo per salvare l’investimento». I 5 Stelle: «Un errore»

PRATO. Il dado che farà tornare Creaf alla casella di partenza, in questo gioco dell’oca milionario, avrà scritto sulla facciata il numero 3. Pari ai milioni – secondo il consigliere regionale 5 Stelle Gabriele Bianchi – che la Regione stanzierà – con una variazione di bilancio in corso d’opera – per acquistare l’immobile di via Galcianese prima dell’asta pubblica, pagare i creditori privilegiati – almeno uno, Sori, che deve riscuotere 800. 000 euro di Imu – onorare i crediti dei privati (300. 000 euro) e finire – perché anche questo sarà necessario – di attrezzare i capannoni (un’ala, quella più piccola è terminata o quasi, l’altra, enorme, ancora no).

E che il destino di dell’ex centro di alta formazione, poi parco della tecnologia e della scienza, da sempre un contenitore vuoto che ha ingoiato in 14 anni di parole 22 milioni di euro di soldi pubblici, sia quello di fare l’Araba fenice e rinascere dalla proprie ceneri, sembra ormai cosa certa. Il governatore Enrico Rossi ha definito «opportunità per le aziende del distretto e per le strat up» la ri-nascita del centro di Galciana, nell’ambito del convegno sull’attività del Fondo santo Stefano in Comune.

leggi anche:

L’assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo, ieri, in risposta all’interrogazione del consigliere 5 Stelle, ha ribadito in consiglio regionale volontà, percorso, motivazioni. «Ci sono stati errori, valutazioni contrastanti nel tempo, anche ripensamenti – a detto Ciuoffo – ma una volta che l’opera è avviata e finanziata è dovere di chi l’ha promossa portarla a termine. In conseguenza della dichiarazione di fallimento, stante la improcedibilità del concordato, l’ipotesi di entrare in possesso dell’immobile è il solo modo per tutelare il credito della Regione rispetto ad una ipotetica alienazione. E per chiarezza ulteriore – ha proseguito – la Regione non pagherebbe due volte per la stessa cosa, ma propone di trasformare parte del credito in proprietà immobiliare». Secondo la Regione, un centro di alta formazione a servizio del distretto, un luogo di incontro, confronto e scambio di conoscenza, nel quale accogliere le imprese giovani e farle crescere, sarebbe la cosa giusta. «Non serve? – ha chiesto –Come non serve il Pin, Tecnotessile, il Buzzi? Oppure questi soggetti sono più che sufficienti al distretto per affrontare le sfide della modernizzazione? »

Secondo Bianchi (un’altra interrogazione è stata presentata da Forze Italia regionale ma la risposta sarà in forma scritta), l’operazione Creaf-bis «è una rappresentazione straordinaria di quella mentalità distorta della gestione dei denari pubblici che i partiti hanno e il Movimento 5 Stelle contrasta con ogni mezzo». «L’assessore Ciuoffo ci chiedeva se riteniamo sia meglio svendere l’immobile per sottolineare la perdita di finanziamenti pubblici – ha proseguito – Forse sfugge all’assessore regionale, ex assessore all’urbanistica del Comune di Prato, che la Regione non svenderebbe alcun immobile, perché non ha quote in Creaf. La Regione a questo punto dovrebbe solo tutelarsi su tutti i soldi persi e la strada che sta scegliendo è, a nostro parere la peggiore. La legge esige che l’istituzione chieda indietro le somme date e qui si sono inventati il modo di non rispettarla eludendola con creatività».


 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Prato Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro