Quotidiani locali

«Creaf, salvataggio operazione dovuta» 

Prato, il sindaco Matteo Biffoni spiega la genesi del tentativo di riacquisto (della Regione) ma a saldo positivo per il Comune e parla di elezioni e Pd

PRATO. Sindaco Matteo Biffoni , scusi la franchezza, ma in un’operazione tanto impopolare e politicamente rischiosa come il tentativo di salvare Creaf dalle proprio ceneri, e visto che alla fine regia e soldi sono della Regione, chi gliel’ha fatto fare di assumersene la paternità?
«Non penserà mica che il governatore Rossi o l’assessore Ciuoffo abbiano sentito, così all’improvviso, la voglia irrefrenabile di scommettere sull’immobile di via Galcianese, vero? Si dice sempre “sindaco Biffoni”, ma io sono anche il presidente della Provincia, ovvero il primo responsabile del Creaf, e di sicuro non mi volto dall’altra parte se un’istituzione decide di fare iniziative sul mio territorio. Ma questa è una verità parziale. Quella intera è che ho senso delle istituzioni e un rispetto profondo per i soldi pubblici. E sono rimasto negativamente colpito da quei politici e da quei rappresentanti istituzionali che invece di fare quadrato e dare una mano, hanno messo in moto la macchina del fango».

Si spieghi meglio, per favore.
«Vogliamo ricominciare dal fatto che Creaf è stato uno spreco di soldi pubblici e un errore? Bene, ridiciamolo, è vero: è stato uno spreco. E proprio per questo, una volta seccata l’emorragia di soldi - tengo a sottolineare, per inciso, che sono stato io a chiudere Creaf, a dire stop ai foraggiamenti in assenza di un piano industriale chiesto per due anni e in tutte le lingue - e visto che oggi ci troviamo di fronte a interlocutori seri e imparziali, come possono essere il curatore e il giudice fallimentare che possono garantire un percorso guidato, andare a vedere, per un ultima volta, se c’è la possibilità di salvare un investimento pubblico da 21 milioni, evitando che il capannoni vadano all’asta e finiscano in mano all’ultimo degli speculatori, non mi sembra follia ma un modo di governare di buon senso. Vede, i cittadini hanno diritto di dire ciò che vogliono, ma sfido chiunque abbia un ruolo di amministratore a sostenere che è meglio buttare via decine di milioni - con l’asta così accadrebbe - piuttosto che fare in modo di recuperare il possibile».

Con altri soldi pubblici da spendere.
«Per il Comune sarà un’operazione a costo zero, anzi no, sarà a saldo positivo perché tra i creditori privilegiati c’è Sori con 800.000 euro di crediti Imu che torneranno in Comune. Sì, la Regione metterà altri soldi, ma cercherà di evitare una perdita secca di 11 milioni di euro che, in più, se il banco dovesse saltare, dovranno essere restituiti per forza di cose all’Europa. Come vede il ragionamento torna».

leggi anche:



Per qualcosa come dodici anni si è cercato di realizzare un centro di ricerca e alta formazione per il distretto, senza riuscirci e nei prossimi due, invece, come per magia, il progetto potrebbe andare in porto. Perché mai?
«Chi ha detto che si deve fare un centro di ricerca per le imprese del distretto? E non è nei fatti nemmeno l’incubatore di imprese. Il Creaf è morto e non rinascerà. Ma soffriamo di scarsa fantasia progettuale, mi sembra. Perché restando dentro il perimetro largo della destinazione d’uso dell’immobile che l’Europa ci impone, sono tante le funzioni utili e interessanti che potrebbero prendere casa in via Galcianese: la scuola, per esempio, fa formazione. E la Fil, Formazione, innovazione e lavoro, perché non potrebbe andare bene? E poi ci sono i progetti di ricerca del Pin, bellissimi, e sui quali conto ancora. Anche se capisco bene il direttore Banchelli, che per portare funzioni al Creaf si è speso davvero, quando invoca cautela».

Sindaco, prima ha detto di essersi stupito della reazione negativa di rappresentati istituzionali, si riferiva all’ex presidente di Confindustria Toscana Nord Cavicchi?
«Sì, e a lui dico che a volte bisogna mettere da parte le cose simpatiche da fare e sporcarsi le mani. La politica è fatta per questo: non lasciare cadere i problemi e non fare finta di nulla».

Altro argomento doloroso: il risultato delle amministrative, la debacle Pd. E gli attacchi che cominciano ad arrivare, in vista del 2018 e del 2019, a lei e alla sua giunta.
«Il risultato elettorale di Pistoia è doloroso, ma vorrei ricordare che Prato è riuscita ad anticipare anche questa disfatta, cedendo nel 2009 il Comune al centrodestra. Mi pare ovvio che se il Pd si presenta all’appuntamento elettorale con quattro candidati sindaco metta un’opzione forte sulla sconfitta. Vedremo ora cosa accadrà con il nuovo primo cittadino di Fratelli d’Italia e come imposterà il suo governo. Resta il fatto che a sinistra c’è un bailamme, che il Pd, a livello nazionale, resta l’unico partito che può avere la forza politica per governare il Paese ed è per questo che fa paura. La cartina di tornasole è che centrodestra e Movimento 5 Stelle ai ballottaggio si mettono insieme contro il Pd e “il due contro uno”significa sconfitta. Il Movimento, comunque, resta il vero perdente di queste elezioni: fatta salva la conquista di Carrara tutto il resto è niente, mentre c’è un’oggettiva rinascita del centrodestra.

leggi anche:



Alla sinistra del Pd c’è la convinzione che lei sia rimasto isolato ma che soprattutto non abbia rispettato gli accordi di coalizione. E’ vero?
«La prima nomina che abbiamo fatto, al Metastasio, è stata di una persona vicina a Sinistra Italiana, al governo di Sori c’è un socialista. Abbiamo cercato di mettere le persone giuste al posto giusto, pensando anche alle capacità. Io credo che ci sia molta voglia di emergere, in questa fase, in particolare in vista delle politiche, e che si faccia confusione nell’analisi, mescolando il livello amministrativo locale con quello nazionale. Ed è un errore grave. Per quanto concerne il dialogo tra le forze di sinistra, sull’attività amministrativa di Prato, non mi risulta che si sia mai interrotto. E ne sa qualcosa il segretario Bosi (Gabriele Bosi, segretario provinciale Pd ndr). Fatte salve alleanze spurie che politicamente sono improduttive e l’aspirazione del Pd a rappresentare tutte le anime del centrosinistra, le nostre porte restano sempre aperte.

Sindaco, è vero che lei non ha intenzione di candidarsi per il secondo mandato?
«Non è vero. E l’argomento è mal posto. Mi spiego: sul futuro candidato sindaco si dovrà aprire una riflessione molto seria e approfondita. Bisogna ritrovare lo spirito del 2014, quella spinta forte alla coesione che ci ha permesso di vincere allora e che ci garantirà la vittoria nel 2019. Sono io quella persona? Benissimo, ma il mio interesse è che vinca il Pd. Bisognerà ragionarci sopra, ma non subito».

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Prato Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro