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Fondazione Cassa, fumata nera ma Fabia Romagnoli lascia

Prato, nessuno dei dieci candidati al consiglio di indirizzo, compresa la presidente uscente ha ottenuto le preferenze necessarie per passare 

PRATO. Fondazione Cassa: fumata nera: come nelle previsioni dell’ultima ora, nessuno dei dieci candidati al consiglio di indirizzo, compresa la presidente uscente Fabia Romagnoli, ha ottenuto le preferenze necessarie per passare. Sarebbero bastati tre nomi per dare operatività - secondo lo statuto - al nuovo comitato che si compone già di sette persone designate dagli enti. Invece così non è andata. Con Romagnoli non ce l’hanno fatta Emilio Riva, Domenico Mazzone, Gianmarco Piacenti, Franco Bini, Guido Moradei, Gennaro Berardono, nè le tre nuove candidature: Isabella Lapi Ballerini, Idalia Venco e Diana Toccafondi.

Fabia Romagnoli al termine della lunga assemblea, iniziata alle 18 con la proiezione di un video sulla gestione di questi ultimi tre anni e mezzo, proseguita con appello e quindi col voto iniziato alle 19 e spoglio concluso alle 20,20, ha annunciato il ritiro della propria candidatura: resterà per la fase di prorogatio che porterà tra alcune settimana a una nuova assemblea elettiva «ma non mi ripresenterò» ha affermato.
«Ho lavorato con grande impegno sempre e solo per il bene della Fondazione. Il mio operato, però, è stato evidentemente bocciato e il risultato di questa votazione ne è la prova, quindi ne prendo atto e faccio un passo indietro». Per Romagnoli, sul voto potrebbe aver influito la gestione della azioni Bpvi: un pacchetto di 21 milioni di euro nel patrimonio della Fondazione, crollate a poco più di 35.000 euro e risalite a 3 milioni e spiccioli con l’ok alla transazione. «Non credo - dice Romagnoli - che questo sia il risultato di una guerra di correnti interne all’assemblea. Probabilmente non è stata apprezzata la mia indipendenza».
 

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Assemblea della grandi occasioni quella convocata a Palazzo Vai: aventi diritto al voto 73 dei 101 soci complessivi della Fondazione. Alto il quorum necessario per passare: 49 preferenze, i due terzi degli aventi diritto.
Il maggior numero di voti è andato a Gianmarco Piacenti, seguito a ruota da Isabella Lapi Ballerini, quindi dagli uscenti Gennaro Berardono e Domenico Mazzone con Idalia Venco. Questo è stato il “gruppo di testa” composto da nomi vecchi e nuovi e che rappresentano almeno due delle anime che si sono sfidate nel voto. A metà classifica si sarebbe piazza la presidente uscente. Evidente il segnale che questa prima tornata per il rinnovo delle cariche della Fondazione ha dato: senza accordi i veti incrociati bloccano la partita. Sono stati inoltre ufficializzati gli ingressi in assemblea di tre nuovi soci: Irene Gorelli, di nomina del Comune (la novità della giornata), di don Marco Pratesi, parroco del soccorso e dell’architetto Chiara Bardazzi, unici due eletti nell’assemblea del mese scorso tra i dieci in pole.

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