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Favori ai cinesi, una condanna e tre rinvii a giudizio

Saranno processati due poliziotti e un medico. Patteggia una mediatrice italiana, chiede l'abbreviato la mediatrice cinese, prosciolto un assicuratore pistoiese

PRATO. Due poliziotti in servizio alla Questura di Prato e un medico sono stati rinviati a giudizio dal giudice dell'udienza preliminare Angela Fantechi nell'ambito dell'inchiesta del sostituto procuratore Laura Canovai che aveva ipotizzato per i due poliziotti, l'ispettore capo Roberto Brunetti e la moglie Maria Cristina Massaro, sostituto commissario, l'aver ricevuto denaro da una mediatrice cinese in cambio di favori nel rilascio di permessi di soggiorno, e per il medico Paolo Frassetti l'accusa di falso in atto pubblico e truffa per aver rilasciato certificati medici che hanno consentito a Brunetti di assentarsi dal lavoro per 385 giorni tra il 2014 e il 2015. La mediatrice italiana Mascia Visconti ha invece patteggiato una condanna a un anno e due mesi (pena sospesa) per aver versato cospicue somme di denaro al fine di agevolare la concessione dei permessi di soggiorno, mentre la mediatrice cinese Yin Dongxue, conosciuta come Neve, ha chiesto di patteggiare e il giudice ha respinto l'istanza ritenendo la pena proposta non congrua. L'imputata cinese ha dunque chiesto il rito abbreviato e un altro giudice deciderà il prossimo 4

maggio. Sentenza di non doversi procedere, infine, per l'assicuratore pistoiese Riccardo Taddei, accusato di aver retrodatato una polizza a favore di Yin Dongxue, in quanto è emerso che la querela nei suoi confronti era stata presentata da un soggetto che non ne aveva titolo.

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