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Animalisti contro "il pranzo del partigiano" del 25 Aprile

Prato, la consigliera Paola Re della L.i.d.a. "Mi chiedo che cosa ci sia di dignitoso nell’uccisione e nella macellazione di animali per fare festa", sotto accusa l'arista inserita nel menù, la difesa del Circolo Arci Borgonuovo 

PRATO. Dopo la battaglia pasquale contro l'uccisione degli agnelli, dal movimento animalista viene lanciato un altro attacco, stavolta nei confronti dell'Anpi e dell'Arci "colpevoli" di aver organizzato, in occasione del pranzo del partigiano del 25 aprile, un menù comprendente l'arista, carne di maiale quindi. Questa la lettera inviata ad Anpi e Arci di Prato da Paola Re, consigliera L.I.D.A. Firenze onlus -  www.lidafirenze.it , Lega Italiana dei Diritti dell'Animale.  

"Gentili signore e signori, ho appreso dalla locandina allegata che, per la ricorrenza del 25 Aprile, il Comitato Provinciale A.N.P.I. di Prato organizza il tradizionale “Pranzo del partigiano al Circolo A.R.C.I Borgonuovo di Prato. In questo periodo è un tripudio di grigliate partigiane, pranzi e cene partigiane e "resistenti", ovviamente a base di cibo animale, come nel vostro caso.

L’A.N.P.I non ce la fa proprio a capire che resistenza dura e sofferta faccia un animale prima di diventare “arista”. Qualche esempio si può trovare su ResistenzAnimale https://resistenzanimale.noblogs.org/

E’ scritto sullo Statuto nazionale dell’Arci, Art. 3 “Sono campi prioritari di iniziativa dell'associazione:….. aa) l'impegno per la difesa della dignità degli animali, contro ogni forma di violenza esercitata nei loro confronti, dal fenomeno dell'abbandono alle pratiche della vivisezione e dei combattimenti, e per l'attuazione di attività di ricovero e iniziative per l'affidamento e l'adozione;” http://www.arci.it/chi-siamo/statuto/

L’A.R.C.I. si guarda bene dal prendere le distanze da allevamento, macello, caccia e pesca. Mi chiedo che cosa ci sia di dignitoso nell’uccisione e nella macellazione di animali per fare una festa e, considerata la condanna della violenza da parte dell'A.R.C.I., mi chiedo se il circolo A.R.C.I. in questione si renda conto della violenza esercitata su un animale destinato ad allevamento, macellazione, caccia, pesca per diventare cibo. Allevare, cacciare, pescare, macellare e mangiare animali è legale ma non tutto ciò che è legale è moralmente accettabile: l’A.R.C.I. lo sa bene, proprio in virtù delle battaglie che conduce, e proprio per questo mi aspetto da un circolo A.R.C.I. un messaggio diverso, una scelta che lasci fuori il cibo animale.

Credo che la solidarietà, valore caro all’A.R.C.I., non sia a senso unico, quindi bisogna iniziare a guardarsi intorno, aprendosi a una visione più ampia della vita animale. Se l’A.R.C.I. lotta per i diritti con forza e determinazione, rivendica libertà e rispetto, combatte logiche distruttive e di potere, mi chiedo come sia possibile che per l’A.R.C.I. le scelte alimentari non abbiano ancora assunto il peso che dovrebbero avere proprio in funzione delle argomentazioni e dei principi su cui l’A.R.C.I. è fondata. Il cibo non è solo cibo. Il gusto personale non giustifica il diritto di disporre di esseri senzienti come una risorsa a uso e consumo degli esseri umani perché il diritto alla libertà non è una prerogativa esclusiva dell’essere umano. Non può esserci libertà dove esiste prevaricazione e scegliere come nutrirsi è la scelta più semplice che può diventare la più rivoluzionaria.

E' sorprendente che ai giorni nostri, nonostante l'informazione, la sensibilizzazione e la nuova coscienza di rispetto verso gli animali, vi siano ancora luoghi dove certi eventi che si basano sulla crudeltà di una pietanza derivata da uccisioni di animali siano pubblicizzati come una festa. Forse è ancora lontana una presa di coscienza che rispetti la vita animale in ogni sua forma, ma qualcosa sta cambiando.

La crescente informazione sulle condizioni degli allevamenti, sulla sofferenza che comporta il viaggio verso i mattatoi e sulla macellazione fa riflettere sempre più persone sulla pratica di mangiare animali. Si va sempre di più verso una scelta etica, salutistica, ecologica, sociale, economica dalla parte opposta rispetto a quella a cui indirizza il Circolo A.R.C.I. http://www.saicosamangi.info/ Uno dei tanti studi sul futuro dell’alimentazione umana ci fa capire che la strada da prendere è un’altra http://www.movimentoantispecista.org/dossier-alimentazione-umana-il-futuro-della e mi auguro che anche l’A.R.C.I. la prenda al più presto impegnandosi concretamente a realizzare i princìpi su cui è basato il suo statuto".

Alla lettera di Paola Re ha risposto Giorgio Mariotti responsabile comunicazione ed eventi Circolo Arci Borgonuovo. "Rispondo per quanto riguarda il Circolo Borgonuovo. Noi siamo attenti e sensibili alle esigenze di vegetariani e vegani e siamo aperti alle esigenze degli animali (una dei nostri consiglieri, Francesca, lavora e accudisce gli animali).  Riteniamo però che ciò non voglia dire escludere.

Per dare qualche esempio: Il 4 marzo alla cena che abbiamo fatto con Comune e Fond. Pitigliani, abbiamo un menù con antipasto toscano o vegetariano, pasta alla contadina e 2 secondi in alternativa tra tradizionale e vegetariano. 

Il 1 aprile, per una cena con delitto, abbiamo fatto menù con antipato toscano o vegetariano e lasagne agli asparagi. Aggiungo inoltre che abbiamo in programma di presentare al circolo il libro di denuncia contro gli allevamenti intensivi scritto dalla mia amica Giulia Innocenzi. Ad ogni modo, parlando dell'iniziativa del 25 Aprile: Il menù è stato concordato sulla base di costi. E dato che i soldi li mettiamo noi, se permettete, sappiamo noi cosa possiamo fare in base all'attrezzatura ed ai prezzi da fare, e cosa è meglio servire, ascoltando chi lavora in cucina. Noi, se ci viene comunicato, prevediamo SEMPRE un'alternativa vegetariana. È evidente che non possiamo sempre metterlo nel volantino, perché significherebbe prendere parecchie porzioni, col rischio di rimessa. spero che possiate comprendere i nostri

motivi e se volete spargere la voce sul fatto che prevediamo Sempre un'alternativa vegetariana, ci fa piacere. Se pensavate di criticarci in modo pregiudiziale, pensando che non fossimo attenti a quelle sensibilità, senza neanche conoscerci, avete proprio sbagliato Circolo".

 

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