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La Fondazione ingoia il rospo: sì alla transazione con BpVi

Dopo lunghi tentennamenti, si è deciso di aderire alla proposta che prevede un rimborso di 9 euro per azione in cambio della rinuncia all'azione legale

PRATO. Hanno aspettato fino all'ultimo, hanno minacciato di fare causa alla Banca popolare di Vicenza, ma alla fine hanno detto sì alla proposta di transazione: anche la Fondazione Cassa di risparmio di Prato aderisce all'accordo che prevede il rimborso di 9 euro ad azione in cambio della rinuncia all'azione legale contro la banca. La decisione è stata ufficializzata oggi, 20 marzo, con un comunicato di cinque righe: "Il Consiglio di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, dopo prolungata ed approfondita attività di analisi di ogni possibile scenario presente e futuro, oggi ha deliberato all’unanimità di aderire all’offerta transattiva proposta dalla Banca Popolare di Vicenza, ritenendo in questo modo di tutelare al meglio sia il patrimonio della Fondazione che gli interessi della collettività pratese".

In soldoni significa che le azioni che sulla carta valevano 62,5 euro e il cui valore è stato di fatto azzerato a 10 centesimi verranno rimborsate a 9 euro, vale a dire al 14,4% del valore originario. La Fondazione, che era il principale azionista pratese di BpVi, perde così l'85,6%, quasi 20 milioni di euro. Un boccone amaro che viene ingoiato dalla Fondazione così come da molti degli oltre 5.000 azionisti privati pratesi, messi di fronte a una situazione quantomeno precaria,

come conferma la recente richiesta di BpVi di essere ammesse al salvagente della legge "salva-banche". Di fatto la causa legale della Fondazione contro BpVi non era mai partita: era stato dato mandato ai legali ma non è stata inviata alcuna citazione agli attuali vertici della banca.

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