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Al Centro Pecci, mancano ancora 500mila euro

Prato, la capogruppo di FI, Rita Pieri, chiede lumi sui fondi promessi da Dario Franceschini ed Enrico Rossi. Ultime ore per la mostra "La Fine del Mondo" che chiude con un attivo di 60.000 visitatori

PRATO. «Che fine hanno fatto i 500 mila euro, 250 dal governatore Enrico Rossi e 250 e dal ministro Dario Franceschini, promessi e mai arrivati dall'allora presidente del consiglio, Matteo Renzi, durante la visita nei giorni precedenti all'inaugurazione del nuovo Centro Pecci nell'ottobre dell'anno scorso?» A chiedere lumi è la capogruppo di Forza Italia Rita Pieri, che ha chiesto una sollecita riunione della commissione cultura, anche per conoscere notizie certe sulla direzione del museo, a 40 giorni dalla scadenza del contratto di Fabio Cavallucci.

«Non ne sappiamo nulla, così come sulla situazione finanziaria per la gestione di quest'anno», continua Pieri, preoccupata anche per lo stato di abbandono delle opere "ambientali" della collezione permanente, "parcheggiate" lungo la declassata. A questo proposito, dopo aver visto l'attuale condizione della Colonna spezzata dei coniugi Poirier, smontata e appoggiata accanto al museo, Alberto Pecci ha offerto da tempo l'intero contributo per coprire i costi per poter ricollocare l'opera su un lato del grande giardino, davanti al museo, come ha deciso da tempo il cda della Fondazione per le arti contemporanee in Toscana.La famiglia Pecci, tra l'altro ha già coperto gran parte dei costi per il rifacimento del parcheggio lungo la declassata con relativo nuovo ingresso.

Ma veniamo alla fine della "Fine del mondo", che a mezzanotte di domenica 19 marzo chiude i battenti con, all'attivo, oltre 60 mila visitatori che hanno varcato l'ingresso del nuovo Pecci, fra cui tantissimi pratesi, che mai vi avevano messo piede in questi quasi 29 anni di vita. Un risultato inatteso anche per il direttore Cavallucci, che venerdì sera, durante il primo evento di "Aspettando la fine della fine del mondo" ha confessato che aveva previsto più di 25 mila presenze totali, mentre la presidente Irene Sanesi sarebbe stata contenta di 50 mila. E invece sono 60 mila compreso i 120 che venerdì notte, dalle 22 alle 7 di sabato sono entrati al museo.

Fra di loro anche il sindaco Matteo Biffoni, nonostante fosse stanco, dopo un lungo viaggio di ritorno da Salerno, insieme agli assessori Simone Mangani e Valerio Barberis, non ha voluto mancare all'ultimo saluto alla mostra, brindando con il l'inedito cocktail " La fine del mondo", inventato da Angiolo Barni, per l'occasione.

Per salutare i successi del nuovo Centro Pecci è arrivata la lettera aperta dell'Associazione Aparte, che ha avuto però un parto un po' travagliato, perché in assemblea ha avuto 14 voti favorevoli, 9 contrari e 11 astenuti. Eccone la parte più significativa . «Aparte vuole manifestare all'amministrazione, alla Fondazione, alla gestione del Centro e al suo direttore Fabio Cavallucci il riconoscimento dei successi ottenuti, del pregevole lavoro svolto e la soddisfazione per aver visto il coinvolgimento di forze diverse nella prospettiva di un lavoro comune. L'intelligente e bella mostra che sta per concludersi ha messo in moto sinergie fra arti

e scienze (cosa non sempre scontata),l'attivazione di proposte ad essa comprimarie (tra letteratura, filosofia, storia, spettacolo...) meritano una continuità per svilupparne tutte le implicazioni e rafforzare e sostenere la piena offerta culturale che il Centro Pecci è in grado di dare».

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