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Creaf, il centrodestra alza la voce e bacchetta

Il presidente della commissione 6 Giorgio Silli chiede a Biffoni chiarimenti L’ex sindaco Roberto Cenni attacca il Pd: «Segnali arrogantemente inascoltati»

PRATO. Creaf, il centrodestra alza la voce pretende chiarimenti e bacchetta il centrosinistra. E’ il presidente della commissione 6 controllo e garanzia Giorgio Silli a chiedere a nome della commissione «all'interno della quale - scrive in una nota - è rappresentata sia la maggioranza che l'opposizione, che il sindaco o il vice sindaco, vengano a fare chiarezza, numeri alla mano, su quello che sta succedendo, almeno sul piano finanziario».

Silli lamenta infatti un deficit di comunicazione sulla vicenda: «Si tratta di uno scempio durato anni, con uno sperpero di denaro pubblico di decine di milioni di euro. Si tratta di un caso da testo di diritto fallimentare, forse la prima o una delle poche aziende partecipate in tutta Italia che chiede un concordato salvo poi indirizzarsi verso il fallimento. Perizie che non tornano, cifre che non rispecchiano la realtà del mercato. Per mesi come presidente della commissione controllo e garanzia del Comune ho chiesto chiarimenti, ora è venuto il momento di averli». Con ogni probabilità la commissione sarà convocata in breve tempo.

Interviene anche l'ex sindaco di centrodestra Roberto Cenni con una lettera firmata però da tutti i componenti del gruppo consiliare Prato con Cenni a partire dal capogruppo Dante Mondanelli, nella quale rivendica di aver manifestato, per primo e in solitudine, la necessità di bloccare i fondi per il centro: «Negli anni della presidenza provinciale Gestri e nei successivi di quella Biffoni, abbiamo assistito ad una sorta di accanimento terapeutico nei confronti di Creaf, nonostante gli avvertimenti che, sia come amministrazione comunale (nostra la bocciatura del bilancio della società) che come forza di minoranza, abbiamo più volte sollevato. Per cinque anni gli amministratori e i politici sordi, hanno continuato ostinatamente a finanziare uno scatolone vuoto, tutti contro - a partire dalla Provincia fino al più piccolo dei Comuni soci - la resistenza convinta del Comune di Prato». «Un amministratore pubblico - prosegue Cenni - deve avere il coraggio delle proprie scelte, deve capire quando è il momento di dire basta o di fermare sul nascere uno spreco di denaro pubblico, come ad esempio facemmo bloccando il faraonico progetto del polo espositivo nell'ex Banci. Il Creaf è nato appunto con annunci sensazionali ma senza un progetto manageriale ed economico preciso. Ad oggi - conclude - gli unici che hanno avuto il coraggio di alzare il coperchio sull'affare Creaf siamo stati noi,

sia a livello personale che come amministrazione comunale. Oggi tutti gridano allo scandalo, compreso gli esponenti del Pd che fino a poco tempo fa ancora credevano in una favola. Troppo facile scandalizzarsi adesso: le sirene erano già suonate anni fa ma sono state arrogantemente inascoltate».

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