Quotidiani locali

Sapore di Giappone in via Valentini

Prato, imminente l’apertura di Koto Lab: ristorante e laboratorio gastronomico in nome del “ramen”

PRATO. Ciotole fumanti, bacchette, cucchiaio e... buon appetito. Anzi, "Itadakimasu" (alla giapponese)! Dimenticate le abbuffate di sushi e sashimi: il meglio della cucina nipponica presto detterà legge anche a Prato. Il vero piatto del Sol Levante che promette di stuzzicare anche il palato dei pratesi più tradizionalisti si chiama ramen, anzi "Koto Ramen": l'insegna del nuovo ramen bar di Prato s'intravede già al civico 102 di via Valentini, dove sta prendendo forma il secondo ristorante che spopola già da un anno a Firenze, a due passi da piazza Santa Croce.

Ma quello di Prato (apertura prevista a metà marzo) sarà molto più che un ristorante, come anticipato dalla rivista "Gambero Rosso": dalle ceneri di un vecchio capannone in disuso spunterà un laboratorio di sperimentazione e ricerca gastronomica, una superficie di 300 metri quadrati dove lo chef Shoji Minamihara con tutto il suo team di cuochi (sul sito kotoramen.it è disponibile un'offerta di lavoro come "aiuto cuoco" per la sede pratese) si diletterà nello sperimentare ricette nuove strizzando l'occhio alla contaminazione culturale. E quale migliore realtà che Prato per sperimentare la sintesi di sapori intrecciando Occidente e Oriente? Nella città multietnica per eccellenza non poteva che attecchire il progetto di un nuovo ramen bar il cui fiore all'occhiello non sarà tanto il ristorante (trenta posti a sedere, per un totale di 80 metri quadrati) quanto il laboratorio di ricerca, formazione e sperimentazione a supporto anche della cucina di Firenze.

«La scelta di un luogo come Prato, simbolo di integrazione e convivenza tra culture diverse, non è casuale - spiega Mattias Alampi, amministratore delegato di Soloramen srl, cui fanno capo "Koto Ramen" di Firenze e il "Koto Lab" di Prato - Il nostro obiettivo è quello di aprire altri ristoranti utilizzando Prato come quartier generale per la nostra cucina. Nel locale di Firenze non avremmo spazio per sperimentare».

C'è da dire che nella scelta hanno inciso anche la posizione strategica (via Valentini è a due passi del casello di Prato Est) e i costi per l'affitto degli spazi decisamente inferiori rispetto alla piazza fiorentina. I giovani titolari del "Koto Ramen" di Firenze raccontano di aver illustrato due settimane fa i loro progetti di espansione al sindaco Matteo Biffoni, scoprendo tutte quelle materie prime del territorio pratese che potrebbero incontrare l'arte culinaria giapponese, a partire dai grani antichi della farina GranPrato. Del resto, il ramen è un piatto unico a base di tagliatelle di frumento in brodo vegetale, di carne o di pesce con un condimento, in base alla ricette, di salsa di soia, alga, tofu, uovo sodo e persino crema di tartufo.

«Spesso nella cucina fusion il piatto viene snaturato - sottolinea Alampi - La nostra idea invece è che le tradizioni culinarie debbano integrarsi in modo da esaltarne le singole specificità». In via Valentini "Koto Ramen" farà compagnia alla cucina multietnica

della "Fabbrica Alimentare" (il ristorante è proprio accanto), che nel menù prevede anche piatti di ramen (ma non solo). Concorrenza assicurata che non fa paura al patron di "Koto Ramen". «Con loro siamo in buoni rapporti: anzi, lì vogliamo creare il distretto del ramen proprio come a Tokyo».

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