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Popolare di Vicenza, le perdite salgono a 1,4 miliardi di euro

Crolla la raccolta dell'istituto di credito che è scesa da 45,3 a 36,5 miliardi con un calo del 19,4% anche in conseguenza delle inchieste della magistratura

PRATO. La Banca popolare di Vicenza ha chiuso il 2015 con una perdita di 1,4 miliardi di euro, in aumento rispetto al "rosso" di 497 milioni del 2014. Sui conti, si legge in una nota diffusa dall'istituto di credito, hanno pesato accantonamenti e rettifiche per oltre 2,3 miliardi, la maggior parte dei quali (1.333 milioni) rappresentati da perdite su crediti e da accantonamenti al fondo rischi e oneri (513 milioni). L'aumento delle perdite, salite di 350 milioni rispetto a giugno, deriva in gran parte da riclassificazioni del capitale finanziato dall'istituto.

Crolla nel 2015 la raccolta della Popolare. La raccolta totale del gruppo è scesa nel corso del 2015 da 45,3 a 36,5 miliardi (-8,8 miliardi, in calo del 19,4%) rispetto a fine 2014, con un calo ancora più sostenuto di quella diretta (scesa del 23,3% a 21,9 miliardi). "La riduzione della raccolta diretta - spiega la banca - va posta in relazione a fenomeni che hanno interessato la Banca in corrispondenza" delle perquisizioni della Guardia di Finanza a settembre e dell'approvazione del decreto salva banche a dicembre.

Ecco uno stralcio del comunicato diffuso nella serata di oggi, 9 febbraio, dalla BpVi.

I risultati consolidati preliminari di Bilancio al 31 dicembre 2015 evidenziano:

  • Ricavi “core” (margine di interesse e commissioni nette) in leggera crescita rispetto al 2014 (+1,7% a/a): margine di interesse sostanzialmente allineato all’anno precedente (-1,4% a/a), e commissioni nette in aumento (+7,0% a/a). Proventi operativi in leggera riduzione rispetto all’anno precedente (-2,3% a/a), principalmente per effetto della riduzione del contributo del risultato netto dei portafogli di proprietà (-12,7% a/a) e degli altri proventi netti (-68,6% a/a).
  • Costi operativi al netto di componenti straordinarie sostanzialmente stabili (+0,6% a/a). Il dato effettivo evidenzia una crescita del 12,7% a/a, che risente dei contributi richiesti per la risoluzione delle crisi bancarie e la tutela dei depositanti, di oneri legati all’attività di ricognizione dell’assetto patrimoniale e all’operazione di trasformazione, quotazione e rafforzamento patrimoniale in corso, nonché di oneri riferibili al personale per incentivi all’esodo e retention.
  • Accantonamenti e rettifiche di valore per oltre 2.300 milioni di euro, di cui:
  • 1.333 milioni di euro di rettifiche di valore su crediti verso clientela, che hanno consentito di incrementare significativamente le coperture sulle esposizioni deteriorate, coperture che aumentano da 37,9% nel 2014 al 42,4% (+450 p.b.) includendo i c.d stralci. Copertura delle sofferenze che si attesta a 59,3% (+530 p.b) e delle inadempienze probabili a 25,8% (+620 p.b.).

Rispetto al 30 giugno 2015, gli accantonamenti per rettifiche di valore su crediti risentono di un importo pari a circa 440 milioni di euro riferibili al capitale finanziato (già in larga parte dedotti dal filtro prudenziale a giugno 2015).

  • 171 milioni di euro di svalutazioni su attività disponibili per la vendita e partecipazioni, in larga parte riconducibili ai fondi Athena, Optimum MS1 ed Optimum MS2.
  • 335 milioni di euro di rettifiche di valore su avviamenti e altre attività immateriali, relativi ad acquisizioni passate (avviamenti residui pari a euro 6 milioni).
  • 513 milioni di euro di accantonamenti a fondo rischi e oneri, principalmente riferibili alla ricognizione effettuata sul patrimonio e ulteriori rischi legali.
  • Common Equity Tier 1 ratio pari al 6,65% (10,44% al 31/12/14) e Total Capital ratio pari all’8,13% (11,55% al 31/12/2014).
    • La riduzione dei coefficienti patrimoniali rispetto al 2014 è dovuta principalmente all’applicazione di un “filtro prudenziale” di circa 1,1 miliardi di euro, coerentemente alle richieste formulate dalla BCE, in gran parte già rilevato nei risultati semestrali 2015.
    • I livelli al 31 dicembre 2015 di CET 1 Ratio e Total Capital Ratio sono superiori ai minimi regolamentari. Includendo gli effetti del prospettato rafforzamento patrimoniale – confermato per un ammontare fino a 1,5 miliardi di euro - il CET 1 Ratio si attesta su un valore superiore al 12%, significativamente superiore al target SREP delle BCE (10,25%), e il Total Capital Ratio oltre il 14%.

Aggiornamento del Piano Industriale 2015-2020:

  • Confermate le linee guida strategiche che valorizzano il ruolo di banca commerciale radicata sul territorio, focalizzata sull’offerta di servizi di qualità alle imprese, agli imprenditori e alle famiglie.
  • Rafforzata l’azione di contenimento dei costi operativi in arco piano.
  • Ridotto l’apporto complessivo dei ricavi da interessi alla luce dei dati consuntivi 2015 con una previsione di minore crescita delle masse intermediate.
  • Incrementato il costo del credito alla luce della più recente evoluzione dello scenario di mercato

Target di utile netto confermato superiore a 200 milioni di euro nel 2018 e a 300 milioni di euro nel 2020. A fine Piano il CET1 ratio è previsto attestarsi al 12,9%, il Total Capital ratio al 13,7%, il ROTE Adjusted all’8,2%, il Cost Income Ratio <50%, e il Liquidity Coverage Ratio >120%, includendo l’effetto del prospettato aumento di capitale.

Impatti sui risultati preliminari di Bilancio 2015 dell’attività di ricognizione sugli assetti patrimoniali

Nel corso dell’ultimo trimestre del 2015 è stata ultimata la ricognizione delle operazioni di finanziamento che sono state ritenute “correlate” all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni proprie. L’approfondimento delle indagini sulle posizioni già individuate e l’ampliamento del perimetro di analisi hanno fatto emergere ulteriori operazioni riconducibili a tali fattispecie, aggiuntive rispetto a quelle rilevate nella situazione intermedia al 30.06.2015.

Il totale dei finanziamenti “correlati” ammonta ora a € 1.086 mln.

A questi si aggiungono ulteriori importi, relativi a posizioni che presentano profili di anomalia collegati alla operatività su azioni proprie, che portano il totale a complessivi € 1.139 mln (€ 1.001 mln al 30 giugno 2015).

A fronte di tali finanziamenti e dei rischi associati alle ulteriori posizioni segnalate, sono state effettuate rettifiche di valore per € 466 mln e accantonamenti al fondo rischi e oneri per € 352,6 mln, riguardo alle specifiche circostanze di fatto che contraddistinguono tali operazioni e alla ponderata considerazione dei profili di criticità giuridica sottostanti.

Un importo residuo di € 320,8 mln è stato dedotto dal Patrimonio di Vigilanza tramite un c.d. “filtro prudenziale”, in coerenza con le indicazioni della BCE in ordine alla computabilità degli importi afferenti a tali operazioni tra gli elementi di capitale primario di classe 1 in base agli artt. 28 e 36 del Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR). Un ammontare pari a € 304,4 mln verrà evidenziato nel bilancio al 31 dicembre 2015 come riserva indisponibile di patrimonio ai sensi dell’art. 2358, comma 6, cod. civ..

Con riferimento agli ulteriori rischi legali

il bilancio consolidato al 31 dicembre 2015 tiene conto dell’esito degli approfondimenti condotti dalle competenti funzioni della Banca e registra specifici accantonamenti al fondo rischi e oneri per € 136,4 mln.

 

 

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