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Inchiesta sulla corruzione, indagati in silenzio davanti al gip

I due ispettori di polizia e la mediatrice cinese accusati di essersi scambiati favori in cambio della concessione di permessi di soggiorno si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

PRATO. Si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere di fronte al giudice per le indagini preliminari gli indagati nell' inchiesta sulla presunta corruzione che la scorsa settimana ha portato agli arresti domiciliari di due ispettori in servizio alla Questura di Prato, Roberto Brunetti e la moglie Maria Cristina Massaro, ora sospesi dal servizio, e dell'imprenditrice cinese Yin Dongxue, accusati di essere coinvolti in uno scambio illecito di denaro e favori in cambio della concessione di permessi di soggiorno a cittadini stranieri che non ne avrebbero avuto i requisiti.

I tre indagati, assistiti dagli avvocati Gaetano Mari, Mauro Cini, Fausto Biagio Giunta e Luna Chen, sono comparsi nel pomeriggio di oggi davanti al gip Silvia Isidori per l'interrogatorio di garanzia e hanno preferito prendere tempo in attesa di esaminare tutti gli atti messi a disposizione dalla Procura. L'indagine è del sostituto procuratore Laura Canovai, che non era presente agli interrogatori. Non sono state presentate istanze per la modifica della misura di custodia, mentre il difensore di Brunetti farà ricorso al Tribunale del riesame.

Lo stesso giudice Isidori non ha ancora sciolto la riserva sulla richiesta di sospensione dal servizio avanzata dalla Procura nei confronti del medico di famiglia dell'ispettore Brunetti, indagato per truffa

e falso in relazione ai certificati medici presentati dal poliziotto, che è stato assente per malattia per lunghi periodi fin dall'estate del 2014. Interrogato venerdì scorso dal giudice, il medico si è giustificato dicendo di aver agito in buona fede.

 

 

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