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Il capo dei sinti: "Basta con le strumentalizzazioni poltiche"

Ernesto Grandini replica a Lega e Fi di Prato critici verso la disponibilità della comunità ad accogliere i profughi nei campi: "Non vogliamo lucrare sull'accoglienza nè faremo tendopoli. C'è chi soffia sul fuoco dell'intolleranza"

PRATO. "Stiamo assistendo ad una strumentalizzazione a fini politici rispetto alla disponibilità della mia comunità ad essere luogo di accoglienza per i profughi a Prato. Lega e Forza Italia soffiano sul fuoco dell’intolleranza ipotizzando tendopoli di profughi a fianco dei campi nomadi e dicendo che vogliamo lucrare sui profughi. Nulla di tutto questo era indicato nel comunicato di ieri". E' la presa di Ernesto Grandini, presidente associazione Sinti italiani Prato e coordinamento LeftLab che non più tardi di ieri, mercoledì 2 settembre, aveva lanciato la proprosta di accogliere i profughi nei quattro campi del territorio.

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"La nostra disponibilità resta quella di accogliere singole persone o famiglie all’interno dei nostri nuclei familiari - ribadisce il capo dei sinti di Prato - così da poter offrire sostegno a nostre spese a chi si trova in una situazione di difficoltà estrema scappando da guerre e fame. Crediamo che per cambiare la situazione ci sia bisogno di darsi da fare concretamente e seriamente. È una naturale disponibilità espressa da una comunità da sempre tenuta ai margini".

"Alle forze politiche che continuano a soffiare sul fuoco dell’intolleranza - conclude Ernesto Grandini - chiedo di confrontarsi con la foto del piccolo Aylan che oggi troveranno sui giornali, il bambino di tre anni ritrovato morto sulla spiaggia della Turchia. Ho letto cose indegne sulla mia comunità e su altre minoranze; con la mia associazione e con LeftLab organizzeremo una settimana di eventi sul tema delle minoranze per favorire una conoscenza diretta con i cittadini".

 

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