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L'illegalità ha una faccia della medaglia che parla italiano

Il presidente della Regione Rossi duro sulle responsabilità per il mancato rispetto delle norme da parte delle imprese cinesi. "E' come si si trattasse di una medaglia con due facce. E solo una ha gli occhi a mandorla". Poi ha parlato di salario minimo e dell'esigenza di una legge di emersione

PRATO. L’illegalità è come una medaglia: una faccia ha gli occhi a mandorla, l’altra è italiana. La frase, letterale, è del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ospite del convegno, organizzato da Cna, nell’azienda della famiglia del suo vice presidente Wang Liping. Una prima volta, per Prato. Non era mai successo  che un’azienda con titolari cinesi aprisse  le sue porte per un’iniziativa istituzionale di questo tipo. E Rossi ha ripagato  per l'ospitalità così, dividendo a metà, senza mezzi termini, le responsabilità per una Prato che non rispetta le regole.

Il presidente Cna Claudio Bettazzi,...
Il presidente Cna Claudio Bettazzi, il presidente della Regione Enrico Rossi e l'imprenditore Wang Liping

UNA MEDAGLIA CON DUE FACCE. Una frase che non è mancata poi di vedere aggiunti nomi e cognomi. “Il processo per il rogo di via Toscana – ha detto il presidente Rossi in mezzo a una coreografia rossa e piena di fiori che raccontava da sola che ci si trovava in una “casa orientale” – ha fatto emergere  in modo chiaro che ci sono tanti italiani che  per il guadagno hanno chiuso gli occhi sulle situazioni in cui si trovavano i magazzini che ospitavano imprese gestite da  cinesi. Non possiamo accettare che si siano affittati gli stanzoni, passandoli da un’azienda all’altra, senza curarsi di cosa ci fosse dentro. Ringrazio la procura che ha fatto un’indagine ad ampio raggio e che ci ha fatto vedere molte responsabilità anche nostre. La battaglia della legalità non riguarda solo i cinesi: Prato deve riscattarsi da queste cose. E per quel che mi riguarda sono pronto a garantire che non ci saranno deroghe per nessuno”.

Gli assessori Monia Faltoni e Simone...
Gli assessori Monia Faltoni e Simone Faggi con il presidente di Cna Claudio Bettazzi

Rossi ha anche tirato le orecchie, anche se non facendolo in modo diretto, ai commercialisti. L’ha fatto parlandone subito dopo il passaggio sul riconoscimento delle responsabilità emerse durante il processo e facendo loro un appello. Al processo infatti è emerso che anche alcuni professionisti e tecnici, insieme ai propri collaboratori, non ignoravano la situazione complessiva in cui si trovavano le aziende cinesi. “E’ arrivato il momento che tutti, anche i commercialisti, si facciano carico di un impegno per favorire la regolarizzazione. Non voglio che si offendano, lo dico in modo costruttivo”, ha sottolineato il presidente toccando anche temi come  la lotta all'evasione fiscale, il salario minimo per i lavoratori, l'esigenza di una legge di emersione e infine la sfida di integrazione che Prato deve vincere per sè ma anche per tutta la Toscana.
«Quando da assessore alla sanità mi descrissero Prato per la prima volta - ha ricordato Rossi - mi dissero che era la città più industriosa, più ricca ma anche la più moderna della Toscana. C’è stata la crisi, molte cose sono cambiate ma credo che anche oggi questa città sia la più moderna. Una modernità che oggi sta nella suo respiro globale e nella ricchezza di avere aziende con titolari extracomunitari. Questo, con tutte le sue asprezze, rappresenta il futuro. Prato, mi piace dire, è il grande digestore della Toscana. E per questo mi piacerebbe vincere questa sfida: trasformare le aziende che hanno scelto di emergere in opportunità per tutti noi».
«Quello che dico - ha poi concluso Rossi - non può però prescindere da una lotta seria all’evasione fiscale e anche al riconoscimento di un salario equo per i lavoratori. Non si può pensare che lavorando tutto il giorno non si possa avere di che vivere».

IL BILANCIO DELLE ISPEZIONI. Il 70 per cento delle aziende controllate non era in regola. Eccolo uno dei dati emersi dall’analisi dei numeri delle ispezioni nelle aziende cinesi del distretto tessile. Ma l’altro elemento di interesse è stato quello per cui le aziende controllate hanno scelto in prevalenza di mettersi in regola. “Sette imprese su dieci – ha spiegato al convegno di Cna Renzo Berti, responsabile per la Regione del progetto di controllo straordinario - ottemperano infatti alle prescrizioni, il che in prospettiva, con 7.700 controlli da portare a termine entro il 2016, può avere effetti importanti e ribaltare l'attuale situazione di irregolarità. A Prato se alle 130 imprese trovate in regola sommiamo le 515 che si sono adeguate a seguito delle prescrizioni e le 165 che hanno aderito al patto per il lavoro sicuro, ne scaturisce una tendenza confortante che potrà trovare sviluppo nei prossimi mesi".

Il presidente della Regione Enrico...
Il presidente della Regione Enrico Rossi, Renzo Berti, il presidente della Camera di commercio Luca Giusti e quello di Cna Bettazzi prima dell'inizio del convegno alla "Andrea&Youli"

Sette mesi di controlli. Da settembre 2014 a marzo del 2015 sono state 1.949 le imprese orientali verificate tra Prato, Pistoia e Firenze. Particolarmente significativo è stato il contributo della Direzione territoriale del Lavoro, presente in 792 casi (soprattutto a Firenze e Empoli) e delle polizie municipali (767 casi, in particolare a Prato). Fanno la parte del leone confezioni e pronto moda, 994 quelle controllate (ovvero oltre la metà), ma nell'elenco compaiono anche 535 pelletterie, per lo più tra Firenze ed Empoli. In 212 casi gli ispettori si sono trovati davanti a cancelli chiusi e imprese che non esistevano più. Delle altre aziende solo 518, il 30 per cento, non ha avuto alcuna contestazione.

A Prato, dove i controlli sono stati 894, le imprese già cessate al momento delle ispezioni sono risultate 24 e solo 130 delle rimanenti, il 15%, si è dimostrato in regola. Le altre 740 (1219 nell'intera area metropolitana) avevano tutte qualcosa che non andava, con 100 sequestri (sui 118 complessivi), 735 prescrizioni e 721 informative di reato, che diventano 1.162 e 1.080 con Firenze e Pistoia. Irregolarità non sempre della medesima gravità. I numeri raccontano infatti di macchinari non a norma a impianti elettrici fatti di prolunghe o fatiscenti e deficitari (440), che sono le contestazioni più frequenti, scarsa igiene e cucine abusive (114), ma anche 182 dormitori e bombole del gas trovate all'interno degli stanzoni dove non potevano stare.

Controlli cresciuti in maniera esponenziale, ma anche sanzioni che si impennano. Le aziende cinesi che non risultano in regola e ricevono multe e prescrizioni si adeguano e pagano. Nell'ultimo semestre 2014 la media dei pagamenti è passata da 700 mila a 1 milione e 200 mila euro.

Un'azienda su due a rischio di controlli.Del resto i controlli si sono intensificati di parecchio grazie al piano straordinario messo in campo un anno fa dalla Regione, con 74 neo ispettori assunti per tre anni. Prima la probabilità che nel corso di un anno un'azienda del distretto cinese ricevesse una visita era del 6,5%. Adesso quasi un'azienda su due, il 44 per cento nell'intera area e il 48, 4 per cento a Prato, 'rischia' un controllo. Nel 2015 saranno controllata tra Firenze, Prato e Pistoia più di quattromila aziende. E questo probabilmente sta avendo il suo peso nel convincere le imprese a cambiare atteggiamento o aderire ad un percorso di emersione e regolarizzazione.

A Prato 117 adesioni al patto per il lavoro sicuro. Crescono infatti anche le adesioni al patto per il lavoro sicuro, l'altro strumento messo in campo dalla Regione e con cui un'azienda che non ha ancora ricevuto la visita degli ispettori accetta un percorso di rientro e 'affiancamento'. Alla fine di dicembre a Prato avevano aderito 88 imprese: altre 8 tra Firenze, Pistoia e Empoli. Centosettantaquattro erano le aziende che avevano firmato la pre-adesione. A marzo sono salite a 117 su 165 pre adesioni, altre 12 si aggiungno nel resto dell'area metropolitana.

Il palco dell'evento della Cna...
Il palco dell'evento della Cna allestito all'interno dell'azienda "Andrea&Youli"

LA SCENOGRAFIA. Palloncini, fiori e prelibatezze cinesi. Entrare nell’azienda della famiglia di Whang Liping, durante il convegno, ha significato anche entrare a contatto con usi e costumi diversi. Se nelle aziende pratesi quando si ricevono delegazioni di politici o si organizzano eventi tutti rimane pressoché invariato tranne un po’ di buffet (o il pranzo o la cena serviti in mensa) tutto cambia se i padroni di casa sono di origine cinese. La scenografia infatti era tutt’altro che improvvisata. A partire dalle indicazioni per trovare l’azienda affidate a un nugolo di palloncini rossi che addobbavano l’ingresso dalla strada principale e, a formare un grande arco, l’ingresso nell’azienda. E poi ancora rosso per la guida stesa a terra, i bouquet di fiori adagiati su colonne di marmo e grandi teli con stampato il titolo dell’iniziativa.

LE RICHIESTE: TELECAMERE NEL MACROLOTTO. E NON SOLO. Un impianto di videosorveglianza nell’area industriale del Macrolotto, maggiori tutele per proteggere le imprese dalle truffe, lo sviluppo di maggiori relazioni Italia-Cina, una normativa più semplificata e un tavolo per parlare della costruzione di nuovi appartamenti da destinare ai lavoratori cinesi. Sono queste le richieste che Cna attraverso il suo presidente Claudio Bettazzi e il suo vice presidente Wang Liping hanno illustrato nel convegno del gruppo Cna world China che oggi conta 260 aziende iscritte. «Per quanto riguarda le telecamere - ha detto Wang Liping - ci sono imprenditori che sono disponibili a cofinanziare l’acquisto e l’installazione mentre per le truffe è necessario evitare che agli imprenditori, inconsapevoli spesso delle norme e della lingua, vengano rifilati documenti falsi e false autorizzazioni. Chiediamo alle forze dell’ordine di avviare indagini in tal senso».
Inoltre i vertici di Cna World China hanno dato la loro disponibilità anche alla costituzione di aziende italo cinesi e hanno chiesto al sindaco Matteo Biffoni, rappresentato dall’assessore alle attività produttive Daniela Toccafondi di creare un tavolo con le istituzioni per progettare alloggi per i lavoratori cinesi in modo da evitare che debbano pagare tre volte le cifre di mercato e quindi si creino dormitori all’interno delle aziende.

IL CONSOLE: L'EMERSIONE NON è UN PROBLEMA SOLO CINESE. Presente all’iniziativa anche il console cinese Wang Fuguo che si è detto soddisfatto per il lavoro che sta facendo Cna China. «L’associazione sta aiutando molte aziende cinesi a mettersi in regola. E lo dimostra il numero di aziende associate: passato da 50 a 260 in poco tempo».
Sul fatto che ancora il 70 per cento delle aziende cinesi non sia in regola il console ha preferito far presente «che si tratta di un processo di globalizzazione economica e che i temi dell’integrazione e dell’emersione non sono solo cinesi e solo legati a Prato. Credo però che con il cammino intrapreso nel futuro la situazione potrà migliorare. Oggi infatti non è certo quella di dieci anni fa».

LO SPONSOR. All'iniziativa di Cna China World c'era anche lo sponsor. Sì, un'azienda di ticket restaurant, la Day.it che distribuiva alcuni gadgets. "Siamo sponsor di questo convegno - hanno spiegato - perché stiamo lavorando per offrire i nostri servizi alle imprese cinesi".

 

 

 

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