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Fallimenti aumentati di sette volte negli ultimi 10 anni a Prato

Nel 2014 richieste stabili rispetto al picco massimo del 2013. Tessile, edilizia ma anche concessionarie auto, imprese di servizi e cooperative

PRATO. Non solo tessile. La galassia dei fallimenti a Prato si estende a macchia d'olio verso altri settori: l'edilizia, ma anche i servizi, le cooperative, le concessionarie auto, alberghi e ristoranti. Nel 2014 i numeri delle istanze di fallimento in tribunale cambiano poco: il picco sembra sia stato raggiunto nel 2013, quando le dichiarazioni di fallimento furono 167. Nel 2014 sono state qualcuna in meno: 160. Una sostanziale stabilità, più che un calo. E' quanto si ricava scorrendo l'elenco sul sito internet del Portale dei fallimenti, che analizza le domande, le procedure aperte e quelle concluse. Ecco i numeri e alcuni dei casi più importanti che emergono scorrendo l'elenco dei nuovi fallimenti.

In dieci anni un aumento dell'86%. La prima cosa che salta all'occhio è il grafico temporale. Se è vero che il 2014 vede leggermente calare le istanze di fallimento rispetto all'anno precedente, il paragone si fa drammatico analizzando l'andamento nel corso degli anni. Abbiamo preso in esame l'ultimo decennio, dal 2005 al 2014. Era quelli anni pre-crisi e infatti nel 2005 troviamo appena 39 richieste di fallimento, addirittura calate a 24 nel 2006 e poi 26 nel 2007. Dal 2008, anno dell'inizio ufficiale della crisi economica, l'aumento è stato esponenziale, fermandosi soltanto quest'anno. Rispetto al 2006, picco minimo, il 2014 vede un aumento dell'86%: l fallimenti sono aumentati di sette volte.

Tutti i settori rappresentati. Se negli anni passati spiccava soprattutto la crisi del tessile, settore guida dell'economia pratese, negli ultimi due anni la ripartizione delle chiusure è molto più equa. Se il tessile è ancora in testa, segue a ruota l'edilizia, un altro settore dalla crisi ormai di lunga data e poi i servizi e il commercio. Colpisce la crisi del settore auto e quella dell'immobiliare, legato all'edilizia, ma anche alimentare e agenzie di viaggi. I nomi illustri. Tra le imprese fallite o soggette a procedura di concordato ne spiccano alcune dalla lunga storia o dal recente passato glorioso. Nel settore auto Autoidea, Finauto Sport srl e l'Agenzia Alba, che per diversi decenni si è occupata delle pratiche automobilisitiche. Altre aziende non sono ancora fallite, ma assoggetate a procedura di concordato liquidatorio. Un'altra grossa azienda dalla storia più recente ma non meno importante è il Gruppo Abaco, che si occupava di informatica. Istanza fallimentare anche per il notissimo Hotel Palace sul viale della Repubblica e la catena di ristoranti Florence Restaurants. Sempre nel settore alimentare, spicca il nome del grossista Gori Banco. Nei servizi troviamo una casa di riposo, la Villa San Giusto e una cooperativa di Vaiano, Il centro per le famiglie "Giardino di Agata". Nell'edilizia, spicca la Moreno Grassi di via Roma, sponsor di squadre ciclistiche per molti anni.

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Tessile: falcidia di aziende a Montemurlo. Nel settore tessile Montemurlo ha visto un'autentica falcidia. Sempre a Montemurlo, istanza di fallimento per la Porporini srl, corrieri e spedizionieri. A Prato diverse aziende non sono fallite, ma sottoposte a procedura di concordato in continuità.

Giustizia lenta. La lentezza della giustizia è evidente anche sul fronte fallimenti: 1019 le procedure in corso al tribunale di Prato, solo 258 quelle chiuse, ben 761 quelle ancora aperte. Ve ne sono alcune che risalgono al 2005, dieci anni di attesa.

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