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Ecco perché le auto di Mezzana non si aprono più

La parola all'esperto. Due le ipotesi proposte: l'azione involontaria di un residente che ha collegato la tv al computer oppure l'atto deliberato di qualcuno che usa un "jammer"

PRATO. Cosa si cela dietro al mistero delle macchine a Mezzana i cui telecomandi fanno i capricci? Nella più probabile delle ipotesi un dispositivo fuori norma che irradia potenza anomala all’interno delle frequenze che manda in tilt le aperture centralizzate delle auto. A dare una risposta al mistero è l’ingegner Lorenzo Mucchi da noi contattato per chiedere spiegazioni in merito a quanto sta succedendo a Mezzana. Mucchi è un ingegnere delle telecomunicazioni, lavora all’Università di Firenze al dipartimento di ingegneria dell’informazione e al Pin di Prato è responsabile del laboratorio di applicazioni delle tecnologie dell’informazione.

Ingegner Mucchi, secondo lei quale può essere la ragione di questi fatti anomali?

"Le ipotesi possono essere un paio. Partiamo dalla prima. Ci può essere chi, involontariamente, ha creato il problema senza nemmeno saperlo. Come? Ad esempio collegando la Tv al computer per far dialogare i due apparecchi e vedere un film. Con un dispositivo, magari non a norma, si irradia una potenza che disturba la frequenza in modo tale che ne risentono, come nel nostro caso, i telecomandi delle auto".

Perché fanno i capricci solo i telecomandi delle auto?

"Perché vanno su un tipo di frequenza diversa da quella che riguarda, ad esempio, i telefonini che, dunque, non è contaminata dal problema che si sta verificando in questi giorni".

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E l’altra ipotesi quale potrebbe essere?

"Che qualcuno lo faccia volontariamente. Su Internet si possono trovare dei disturbatori di frequenza che si chiamano Jammer. Sono dei dispositivi che immettono un rumore aggiuntivo all’interno della frequenza e così facendo i telecomandi di cancelli ed auto possono andare in tilt".

Quindi nell’epoca del 2.0 anche i dispetti sono aggiornati e stanno al passo con i tempi?

"Diciamo di sì. Sono apparecchi il cui unico scopo è proprio quello di disturbare. Basta andare su Internet e se ne trovano diversi modelli dal più economico fino a quello più potente che riesce a coprire un raggio anche di 100 metri".

Esiste un modo per capire da dove arriva l’anomalia?

"Ci cono gli analizzatori di spettro, anche portatili. Si va, dunque, sulla strada in questione e lo strumento, dopo una scansione della banda di frequenza selezionata, è in grado di rilevare se c’è una potenza anomala nella zona. Se siamo dotati anche dell’apposita antenna riusciamo ad individuare il punto preciso dove c’è il picco di interferenza".

Ma allora quello che fa Capitan Ventosa, l’inviato di “Striscia la notizia”, chiamato a risolvere casi simili è questo?

"Esatto, con l’apparecchiatura che le ho spiegato scopre l’arcano".

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