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Tarlo asiatico, a Prato il terzo caso in Italia

Le immagini dell’abbattimento degli alberi a Galciana. Le rassicurazioni della Regione ai cittadini e l’invito, nel caso fossero trovati gli insetti, a sopprimerli e a chiamare subito il Servizio fitosanitario regionale

PRATO. I due focolai del tarlo asiatico (anoplophora chinensis) scoperti a Galciana dal Servizio fitosanitario regionale sono i primi in Toscana e i terzi in Italia. Il primo è stato accertato nel 2000 in provincia di Milano, nel 2008 è stata la volta di Roma. Il tarlo asiatico, originario dell’Asia (Cina, Giappone, Corea, Taiwan), è stato riscontrato su due piante di acero nel parcheggio pubblico. Una volta scoperto è stata avviata l’azione di bonifica radicale. Oltre alle piante nell’area pubblica sono state abbattute centinaia di piante di un vicino vivaio mentre in un altro sono state messi in quarantena , ovvero non potranno essere commercializzate per i prossimi due anni, cinquecento piante di alloro. Ecco alcune informazioni tratte dall’opuscolo pubblicato dalla Regione Toscana.

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Piante attaccate. Il tarlo asiatico è un insetto polifago in grado di attaccare e svilupparsi a spese di un numero elevato di latifoglie, sia arboree che arbustive appartenenti ad oltre 20 famiglie. Tra queste l’acero, il pioppo, il salice, l’olmo, il platano, ippocastano.

Allarme tarlo asiatico, due focolai nel Pratese - Video

Morfologia. Gli adulti del tarlo, provvisti di lunghe antenne con segmenti ricoperti alla base da una pubescenza bianco-azzurra si presentano con il corpo di colore nero lucente con macchie bianche evidenti sul dorso e lunghezza massima di 3,5 cm nel caso delle femmine e circa 2,5 cm nei maschi.

Ciclo biologico. Gli adulti sfarfallano praticando nella corteccia fori circolari e la loro comparsa si rileva in Italia centrale prevalentemente tra fine maggio e fine giugno.

Danni. Gli attacchi del tarlo asiatico possono causare notevoli danni alle piante sia a causa della progressiva distruzione del tessuto floematico per quanto riguarda la stabilità. In particolare il danno è provocato dall’azione di scavo nei tessuti legnosi del tronco e dell radici. Gli alberi colpiti possono sopravvivere anche per più anni senza che la presenza del tarlo del tarlo si manifesti con vistosi deperimenti e seccumi, indebolendo progressivamente la resistenza dei fusti e aumento il rischio di schianti. Si ricorda che Anoplophora chinensis danneggia gravemente i vegetali ma non provoca danni alla salute umana o animale.

ll vivaista: "In quarantena 500 mie piante"

Attività nel territorio di Prato. La normativa fitosanitaria prevede che ove si rinvenga un focolaio di tarlo si proceda alla definizione di zone delimitate. Prevede inoltre che le piante attaccate debbano essere immediatamente abbattute e il materiale vegetale cippato in frammenti inferiori ai 2 centimetri. E’ obbligatoria la rimozione degli apparati radicali appartenenti alle piante infestate che vanno anch’essi cippati.

Le segnalazioni. La comunicazione al Servizio fitosanitario regionale della comparsa di organismi nocivi non ancora segnalati costituisce un obbligo di legge.Nel caso in cui vengano trovati esemplari dell'insetto adulto si prega di sopprimerli e di conservarli e di comunicarlo tempestivamente al Servizio Fitosanitario regionale ai seguenti recapiti: via Pietrapiana 30, Firenze, tel. 055-4384076, fax 055-4383990, o per sms al numero 338 750 7283, fitosanitario-tarloasiatico@regione.toscana.it , serviziofitosanitario@regione.toscana.it

La zona di Prato sotto monitoraggio

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