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La camicia bianca secondo Ferrè

Mostra del capo simbolo dello stilista al Museo del tessuto - FOTO

PRATO. Una più bella dell’altra. Le ventisette camicie bianche di Gianfranco Ferré in mostra al Museo del Tessuto dal 1° febbraio fino al 15 giugno racchiudono l’essenza dello stilista-architetto, il cui genio si evidenzia chiaro in questi capi di abbigliamento di cui, Ferré, ne ha fatto quasi un marchio.  “La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré” è un evento di portata nazionale, voluto dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato e reso possibile grazie alla Fondazione Gianfranco Ferré. La presentazione alla stampa, che ha potuto vedere in anteprima quelle che possono essere definite sculture su tessuto di Ferré, si è svolta alla presenza di una numerosissima platea. Dopo i saluti di Filippo Guarini, direttore del Museo del Tessuto, e di Andrea Cavicchi, presidente della Fondazione, la parola è andata a Rita Airaghi direttore della Fondazione intitolata allo stilista di Legnano. “Con questa mostra – dice – abbiamo voluto raccontare un progetto. Quello di Ferré. Progettare era alla base di ogni suo prodotto. Forse anche il suo essere architetto lo ha portato a questo. Nel suo lavoro si leggono la poesia, la fantasia e la creatività. Sono stati scelti ventisette capi su una serie molto numerosa di camicie – aggiunge Airaghi - privilegiando la natura progettuale. Volutamente sono state scartate le camicie preziose. In mostra vedremo quelle realizzate con materiali più semplici dove il rapporto volume-materia è più evidente. Nulla delle creazioni di Gianfranco era lasciato al caso, ogni cosa risponde ad una storia ed a una logica”.

iiiEd è proprio a questo grande stilista che si deve il ribaltamento dell’uso della camicia bianca che per secoli è stata indumento da portare sotto gli abiti: con lui diventa protagonista. Si trasforma in capo elegante se non addirittura da sera. Daniela Degl’Innocenti è la curatrice della mostra ed anche lei sottolinea l’importanza progettuale nella realizzazione dei capi (che vanno dal 1982 al 2006).

FOTO Modelli e bozzetti

“Nelle camicie in mostra - spiega la curatrice – si potranno ammirare le attenzioni di Ferré ora sulle maniche piuttosto che sul collo mentre su altre si nota come abbia giocato su aspetti della geometria. Su ognuna c’è alla base un progetto ferreo”. La mostra (per tutta la sua durata si terranno eventi ed attività collaterali) vede nella prima sala alcune foto che ritraggono l’”anima” delle camicie, poi si entra in un tripudio di bianco con quei gioielli di perfezione, dove prevale il design, accompagnati dai bozzetti e dai disegni tecnici che dimostrano cosa c’è dietro ad ogni singolo pezzo. E poi scatti di grandi maestri della fotografia oltre ad immagini pubblicitarie e redazionali provenienti dall’archivio della Fondazione Ferré. Per l’occasione è stato pubblicato anche un libro (edito da Skira) affidato alla direzione artistica

di Luca Stoppini che ha reinterpretato le camicie con nuove immagini fotografiche. Nel volume ci sono contributi di personaggi e protagonisti del mondo dello stile, della moda e dell’architettura italiana che raccontano la visione creativa di Gianfranco Ferré, un maestro di eleganza.

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