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Enrico Rossi: “Prato come Lampedusa per l’emergenza umanitaria”

Il presidente della Regione lancia la provocazione alla presentazione della ricerca Irpet sul distretto parallelo in Provincia. “Lo Stato resta assente. Servono più magistrati, più poliziotti e finanzieri”

PRATO. “L'emergenza umanitaria cinese è come quella di Lampedusa, dove il governo Letta è intervenuto per far cessare i morti”. Enrico Rossi con una provocazione associa la condizione di sfruttamento e di illegalità dei lavoratori orientali nei capannoni dei pronto moda al dramma vissuto nell'isola di Lampedusa con la striscia di sbarchi e decessi legati ai nuovi arrivi di migranti.

Un'analogia con la quale vuole lanciare un messaggio di sfida al governo: “Lo Stato, finora, quaggiù si è dimostrato assente. La dice lunga il fatto che per contare quanti irregolari ci sono a Prato sia necessario basarsi sul consumo di acqua al metrocubo”. È da qui che il governatore della Toscana, alla tavola rotonda moderata dal giornalista di “Repubblica” Riccardo Staglianò sulla ricerca di Irpet, parte per sottoporre precise richieste al governo nazionale, coprendo sia il versante del ripristino della legalità che quello di una possibile integrazione economica fra l'industriosità del distretto delle confezioni col tessile gestito dagli indigeni.

“Non è sufficiente che i ministri vengano a Prato a firmare i protocolli, ma serve battersi per una riforma delle piante organiche - afferma - inviando in tribunale altri tre procuratori più uno aggiunto e aumentando quelle della questura e della guardia di finanza. Da soli possiamo farcela su sanità e istruzione, ma lo Stato abbia la dignità di garantire la propria presenza, garantendo organici in proporzione al numero degli abitanti”.

L'esprit legalitario di Rossi si congiunge col bisogno di trovare – oltre la repressione – una via d'uscita fattibile. È uno spunto della ricerca, ovvero la possibilità di un lavoro in sinergia fra i distretti, ipotesi che in passato era stata già formulata ma con una volontà di collaborazione nettamente inferiore fra le due comunità: “Penso a strumenti di agevolazione fiscale fra le filiere. D'altronde, Prato è stata individuata come area di crisi, si tratterà di chiedere al tavolo col governo che siano varati dei decreti conseguenti”.

Sarebbe la via per ottenere un risultato duplice: porre fine al muro di incomunicabilità fra cinesi e pratesi e per far ripartire l'economia del distretto falcidiato da un decennio di recessione. Così, Rossi se per un conto conferma l'invio di 50 ispettori del lavoro su un altro livello vuole tendere la mano alla comunità cinese per porre fine, in tempi brevi, a quella che lui definisce l'emergenza Lampedusa, la precarietà del vivere degli operai orientali nei capannoni senza allacciamenti regolari né servizi igienici adeguati.

Di qui, l'idea di regolarizzare i dormitori, adattando alcune porzioni di capannoni alla funzione residenziale: “Potrebbe essere una soluzione provvisoria, perché non vorrei ritrovarmi con altri morti. Sono per delle azioni a tutela del lavoro. Credo che gli stessi cinesi aspirino a lavorare e ad abitare in delle condizioni umane”.

Le parole del presidente della Regione trovano il consenso, almeno parziale del sindaco Roberto Cenni : “Su alcuni argomenti la pensiamo alla stessa maniera su altri le posizioni sono da affinare – premette a margine della tavola rotonda, avendo lasciato l'incombenza di rappresentare la giunta all'assessore all'integrazione, Silli – Sul rafforzamento dei controlli non sono mai stato equivoco, senza la legalità è difficile immaginare l'integrazione. Il mio sogno sarebbe di trovare un'alleanza per fare di Prato un centro della moda”.

Il suo presupposto, comunque, è che ci sia un innalzamento della qualità della produzione, perché diversamente sarebbe difficile intravedere la sostenibilità economica dell'emersione. L'integrazione potrebbe avere dei buoni prodromi. La ricerca Irpet ha stabilito che l'economia sommersa potrebbe essere la causa della tenuta del Pil pratese, malgrado la marcata flessione dell'export. Un elemento positivo rimarcato dal presidente della Provincia, Lamberto Gestri.   Secondo il presidente della Provincia (entre organizzatore della presentazione e della tavolo rontonda): “Il dibattito è stato senza strumentalizzazioni politiche e molto partecipato. Industriali e artigiani ora sono pronti a fare da tutor per la riqualificazione delle imprese”.

Per una giornata, indubbiamente, le accuse si sono rivolte piuttosto verso il rischio di continuare a dare un'immagine negativa di

Prato all'esterno. Una richiesta pressante delle categorie economiche al dibattito. Il presidente di Cna, Claudio Bettazzi ha chiesto di derubricare dalla campagna elettorale quelle polemiche sulla questione che possono danneggiare ulteriormente la percezione della città all'esterno.

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