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Stefanino d’oro 2013 per Apollo spa, Campaioli srl e Tt Tecnosistemi

I nomi resi noti dal vescovo Agostinelli in Cattedrale insieme a due progetti: un consiglio di 12 giovani e un forum di intellettuali per capire e fare proposte per la città

PRATO. Un’omelia incentrata sulla necessità di trovare una speranza per il futuro della città con proposte come l'istituzione di un consiglio di 12 giovani che aiutino la diocesi a trovare soluzioni per attutire le criticità della società e la creazione di una sorta di tavolo di distretto formato dagli intellettuali, dai docenti universitari.

Non ha tralasciato nessun argomento della vita civile e religiosa il vescovo Franco Agostinelli nell'omelia della messa del Santo patrono di Prato in Cattedrale. Il primo pensiero ha toccato in una chiesa colma, come tradizione per Santo Stefano, è stato per i crocifissi distrutti nelle chiese pratesi e per i cinesi morti nella fabbrica di via Toscana . «Di fronte ad una città in così profonda e rapida trasformazione - ha detto il vescovo -  funestata, oltre che dalla crisi economica e lavorativa, anche da eventi luttuosi e delittuosi che sono sotto i nostri occhi, e pur sempre ricca di segni di speranza e di vitalità, di impegno e di solidarietà; di fronte all’oltraggio sacrilego ai Crocifissi e alla tragedia dei cittadini cinesi morti nel rogo, moderni crocifissi immolati sull’altare del profitto e dello sfruttamento, la chiesa di Prato e la città di Prato hanno bisogno della carità di Dio e propongo delle iniziative".

"In questo momento solenne e familiare al tempo stesso - ha aggiunto - propongo un' iniziativa che non intende sostituire o sminuire alcun organismo o programma esistente, ma affiancare il ministero del vescovo:  voglio chiamare dodici giovani (il numero è simbolico) , di diversa sensibilità e competenza e formare con loro  “il Consiglio dei Dodici”, che periodicamente mi aiuti a leggere dal punto di vista dei giovani la nostra realtà, a sentire le aspettative che urgono, a individuare possibili percorsi pastorali,  non tanto e non solo per i giovani, ma per l’intera società. Giorgio La Pira diceva che “i giovani sono come le rondini: annunciano la primavera”. E’ per questo che quanto prima vorrei chiamare  questi giovani fratelli e sorelle che, come Stefano, nella luce del Signore, nel dialogo, nel discernimento, nell’attenzione alle frontiere generazionali e culturali, svolgano una diaconia, un servizio, per il bene della nostra comunità".

Poi Agostinelli ha ricordato come la Chiesa abbia il compito di formare, di evangelizzare. «Qui c’è spazio per l’accoglienza e l’ascolto. E per noi educare non è un’emergenza del presente ma un’esigenza. E’ necessario inoltre formare un laicato maturo per accompagnare i sacerdoti che sono sempre meno e sempre più anziani».

Una chiesa che forma ma anche che ascolta le intelligenze più vive della città. «Quanti nostri concittadini sono docenti, spesso assai qualificati, nelle più svariate discipline, in diverse città italiane e straniere. Vorrei invitarli tutti in un forum seminariale, in un “laboratorio” ad esporre le loro proposte, le loro vedute, il loro sentire perché la nostra comunità pratese sia viva, vitale, capace di ripartire nei diversi ambiti. La Chiesa non ha alcuna mira politica; ma vuole offrire un  contributo a tutti perché Prato torni a sperare, perché Prato non chiuda, perché Prato sia città dell’uomo e della pace, e, se lo vorremo, nella libertà della coscienza, città di Dio. E’ tempo di audacia, non di lamentela e di scoramento. Il lavoro intellettuale richiede umiltà, sacrificio, dedizione, coraggio.  Uomini e donne del pensiero e della ricerca, io vi invito: aiutate la nostra città".

Audacia anche nel mondo del lavoro. Audacia nell’intraprendere e nell’innovare. Ed ecco che su questo solco sono stati resi noti i nomi delle imprese che quest’anno hanno avuto lo Stefanino d’oro. Si tratta della la Apollo spa, che produce tessuti per il rivestimento interno di auto, treni, bus, aerei e navi, la Campaioli srl, che opera nel settore meccanotessile e la T.T. Tecnosistemi, azienda specializzata nel campo dell’innovazione informatica.

Il premio è promosso da Diocesi, Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato per quelle imprese del distretto, non solo tessile, che si sono contraddistinte per la salvaguardia e l’incremento dei posti di lavoro e per l’innovazione, nel rispetto rigoroso dell’etica d’impresa e della legge. Il premio, ideato nel 2010 da Giovanni Masi, il «cenciaiolo di Prato» e poi fatto proprio dalle principali istituzioni pratesi, vuole essere un riconoscimento di carattere morale e non economico per quelle aziende che con i loro atteggiamenti virtuosi hanno messo a disposizione del distretto le proprie capacità tecniche culturali per una economia più solidale.

Il conferimento del premio avverrà sabato primo febbraio 2014 nell’ambito di una cerimonia pubblica che come lo scorso anno si terrà nell’auditorium della nuova sede della Camera di Commercio. In questa occasione verranno anche rese pubbliche le motivazioni del premio. L’ospite d’onore sarà il ministro della Coesione territoriale, Carlo Trigilia, al quale i promotori hanno chiesto di tenere una relazione su Prato a partire dai temi dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico. Trigilia, sociologo di origini siciliane, è docente universitario a Firenze e al Polo universitario pratese, è un esperto di progettazione dello sviluppo locale e di pianificazione strategica delle città. Gli anni passati sono stati ospiti Renato Brunetta, allora ministro della Funzione Pubblica, e gli economisti Riccardo Varaldo e Gianfranco Viesti.

La realizzazione dei premi è stata affidata all’artista pratese Gabriella Furlani, già autrice delle statuette della seconda edizione. Si tratta di vere e proprie opere d’arte, pezzi unici in pietra, bronzo e plexiglas, dove campeggia la scritta: «coscienza, conoscenza e innovazione», le tre parole che rappresentano il motto dello «Stefanino».

Apollo, Campaioli e Tt Tecnosistemi

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