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Lutto cittadino a Prato, in 700 alla fiaccolata 

Il minuto di silenzio nelle scuole: la commozione. Consiglio comunale poi la seconda fiaccolata. I proprietari dei capannoni spaventati: stanno arrivando disdette di contratti di affitto a raffica. Almeno quattro irregolari tra i sette operai morti. La console Xinxia si commuove: "Tutti imparino da questa lezione". Letta: "Il governo c'è"

Le foto della fiaccolata
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(La console cinese Xinxia parla al Consiglio comunale di Prato - foto Batavia)

PRATO. Mercoledì 4 a Prato c'è stata la giornata di lutto cittadino. Era la prima volta nella storia della città che veniva indetta una giornata di lutto. Bandiere a mezz'asta in tutti gli edifici pubblici, la campana civica di Palazzo Pretorio ha suonato a lutto all'inizio del Consiglio straordinario. Nel corso del quale il sindaco Roberto Cenni  ha letto un messaggio del presidente del Consiglio Enrico Letta nel quale oltre alle condoglianze e al cordoglio era precisato che ''il governo vuole dare seguito a un'azione di programmazione e risanamento'' in città.

La marcia silenziosa. Dopo il consiglio le autorità si sono unite alla marcia silenziosa organizzata dai sindacato Cgil Cisl e Uil. Circa settecento persone con una buona rappresentanza di cittadini cinesi, hanno deposto una corona di fiori ai piedi della lapide ai caduti sul lavoro in piazza Cardinale Niccolò. Il gonfalone della Regione, quello del Comune di Prato, della Provincia e di tutti i Comuni del territorio hanno sfilato da piazza del Comune e fino a piazza Cardinale Niccolò per commemorare le sette vittime della strage del Macrolotto di Prato. Tutto il consiglio comunale ha partecipato, in testa sindaco e giunta, accompagnati dal presidente della Regione Enrico Rossi, dalla console cinese  Wang Xinxia, dal vescovo Franco Agostinelli e al corteo si sono uniti anche il senatore Claudio Martini e il deputato Matteo Biffoni. In corsa Savonarola il corteo istituzionale si è congiunto con quello dei sindacati Cgil Cisl e Uil partito da via Pistoiese. Fiaccole accese e commozione durante la lettura delle centinaia di nomi di caduti sul lavoro solo nel 2013. Infine la lettura di un  messa sia in italiano sia in cinese di solidarietà con i familiari dei caduti e per chiedere sicurezza sui luoghi di lavoro ( guarda le foto ).

Il consiglio comunale. La console cinese a Firenze, Wang Xinxia, nel suo intervento, al momento di ricordare ''il tributo di sangue costato sette vittime'' alla sua comunità, si è commossa e ha affermato: ''Mi auguro che tutti abbiano imparato da questa lezione: bisogna dire no ad ogni illegalità e cominciare un nuovo percorso''. Due ore di interventi e commozione al termine dei quali è stato il primo cittadino a rivendicare i blitz nel distretto parallelo e a chiedere concretezza: "Ognuno - ha detto - porti una proposta, anche piccola per il consiglio del 12 dicembre che riguarderà sempre i fatti accaduti al Macrolotto e vedrà la presenza delle categorie economiche. C'è bisogno di agire per ripristinare la legalità".

Una sfida lanciata dal presidente della Regione Enrico Rossi poco prima: " Dobbiamo fare scelte coraggiose - ha detto - e sono sicuro che le riusciremo a fare assieme al sindaco di Prato". La vice presidente della Provincia Ambra Giorgi ha puntato il dito sull'inadeguatezza dei controli nelle aziende cinesi: "La repressione non basta, perchè se restasse anche un solo loculo o una sola stufa avremmo perso la scommessa".  

Pochi i drappi neri alle finestre. Rischia di cadere nel vuoto l'invito del sindaco Roberto Cenni. L'appello del primo cittadino di Prato col quale invitava cittadini e commercianti ad esporre drappi neri nella giornata di lutto cittadino,almeno in mattina, non ha molto seguito. In città pochissimi i drappi neri. Solo i palazzi pubblici - come il Municipio, la Provincia, la Prefettura - hanno messo le bandiere a mezz'asta e listandole a lutto. Per il resto niente. Di prima mattina alcuni negozi  hanno già alzato le saracinesche.  Tutto scorre normale in una giornata che però è diversa da tutte le altre. C'è addirittura chi nemmeno sa che oggi è stato proclamato il lutto cittadino, così come tanti non sono a conoscenza dell'appello a esporre un drappo nero, segno della partecipazione della città a questa enorme tragedia che ha scosso l'Italia intera.

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(Foto: il minuto di silenzio in consiglio comunale e in una scuola)

Proprietari terrorizzati. Mentre proseguono le indagini che stanno per condurre all'emissione di quattro avvisi di garanzia, si sparge in città  il terrore tra i proprietari dei capannoni affittati ai cinesi. Preoccupatii per gli effetti penali e patrimoniali che potrebbero derivare da eventuali controlli, sono tantissimi i piccoli proprietari che si stanno precipitando da commercialisti e avvocati per dare la disdetta dei contratti di affitto . Chi è a conoscenza del fatto che gli inquilini hanno effettuato degli abusi edilizi all'interno degli immobili si premunisce  con la disdetta. Una sorta di assicurazione per evitare guai peggiori e continuare a riscuotere l'affitto.

Minuto di silenzio (con polemica) in consiglio regionale. Il consiglio regionale toscano, in apertura dei lavori d'aula, ha osservato un minuto di silenzio per i lavoratori cinesi morti a Prato.  A breve, ha annunciato il presidente del consiglio Alberto Monaci, il Consiglio toscano terrà una seduta straordinaria ''per discutere ciò che la Toscana può e deve fare contro questo sistema criminoso''.  Una protesta contro il presidente della Regione Enrico Rossi, per le parole di plauso usate nei mesi scorsi dal governatore sulle ditte cinesi a Prato è stata inscenata in consiglio  dal gruppo Fdi.

Tre i titolari occulti. Sono stati sentiti i soci della società immobiliare Mgf (la famiglia Pellegrini), proprietaria del capannone di via Toscana per accertare con quali modalità avveniva il pagamento degli affiti. Dalla testimonianza è emerso che il contratto d'affitto risulta intestato effettivamente a Li Jianli, la donna cinese di 44 anni residente a Roma di cui si sono perse le tracce, ma che i pagamenti, effettuati anche attraverso degli assegni, venivano fatti da altre tre persone che si ritene fossero i gestori di fatto dell'azienda. La polizia sta effettuando invece una serie di verifiche sulla lista dei sette nom delle vittime forniti dal console cinese alla polizia per accertarne l'identità. Il sostituto procuratore Lorenzo Gestri ritiene che sostanzialmente la lista sia attendibile ed è in attesa di ricevere i riscontri dalla polizia. La squadra mobile ritiene attendibili sei dei sette nomi, mentre accertamenti sono in corso sull'ultimo, quello di Zheng Xiuping, la donna di 50 anni il cui marito è arrivato martedì sera dalla Cina. Per avere i riscontri sulle identità serviranno probabilmente giorni.

Tanti irregolari tra i morti. Sono quattro o forse addirittura cinque i cinesi senza permesso di soggiorno tra i sette morti della Teresa Moda. Lo ha accertato la squadra mobile di polizia sulla base della lista fornita dalle autorità cinesi. Un altro irregolare è uno dei due cinesi feriti e ancora ricoverati in ospedale.

Il tweet di Vendola. #Prato si ferma per i suoi morti. Mai più occhi chiusi davanti a disumanità e dignità calpestate #lavoro #diritti

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