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Prato, mancano i finanziamenti, Spazio Compost chiude i battenti

Sabato 12 ottobre al Teatro Magnolfi il congedo dell’associazione culturale che in via S. Chiara aveva creato un originale spazio artistico e un luogo di confronto sull’integrazione. La lettera al Tirreno di Cristina Pezzoli

PRATO. , Il viaggio di Spazio Compost terminerà sabato 12 ottobre con un incontro al Teatro Magnolfi previsto alle 10.30. «Racconto l'esperienza del Compost per segnalare una disfunzione, un deficit di ascolto sulle proposte che lavorano sul territorio, usando strumenti teatrali che non sono però in prima battuta gli spettacoli.

Esperienze che lavorano più sulla ri/animazione: rimettere anima nei luoghi, ricreare cerchi umani che vengono molto prima del "pubblico" inteso come somma di spettatori, esperienze volte a indagare i conflitti e "le ragioni del nemico", principio poetico alla base di tutta la nostra ricerca, in modo non ideologico, ma artistico, per stanare la falsa coscienza che ammala il nostro paese». Così scrive Cristina Pezzoli , presidente dell’associazione Spazio Compost di via S. Chiara, nel suo comunicato che annuncia l'incontro aperto al pubblico.

Le ragioni, già anticipate in una precedente intervista al Tirreno con la presidente dell'associazione Cristina Pezzoli, sono dovute principalmente alla mancanza di fondi economici indispensabili al mantenimento dell'associazione e delle sue artistiche iniziative socio-culturali.

Le cause: fondato nel 2009 da Letizia Russo e Cristina Pezzoli, il Compost non è stato finanziato da nessun organismo istituzionale. Una scelta impegnativa dettata dalla volontà di rimanere un organismo indipendente, libero da vincoli formali, artistici o spazio-temporali. Così gli associati, artisti di tutta Italia, hanno finanziato con proprie risorse i costi dell'associazione: oltre 400 partecipanti paganti iscritti ai master di recitazione, drammaturgia e danza, assieme alle finanze personali dei fondatori e formatori, hanno coperto una spesa complessiva dei quattro anni per una cifra pari a 200mila euro.

I numeri dei partecipanti alle attività di Spazio Compost non terminano qui: oltre 2000 soggetti sono stati coinvolti nel progetto di ascolto "Sono qui perché" di cui più della metà erano d'origine cinese. Ma anche gruppi di adolescenti e scuole di Prato coinvolti in una serie di laboratori sulle questioni etniche di cui fa coda il progetto Cooking, concluso il 28 settembre scorso.

«In questi anni - spiega Cristina Pezzoli - non sono mancati anche i contributi esterni di cui, nel 2012 dalla Regione, attraverso il bando Sipario Aperto con un budget di 1120 euro e nel 2013 dal Comune di Prato, da Anci Portale Integrazione e dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali per il progetto Cooking con un budget di 27mila euro».

«Se ho descritto minuziosamente la mole di attività realizzata dal Compost sul territorio senza contributi pubblici stabili - aggiunge - non è per fare l'elenco recriminatorio delle "eroiche gesta", anche perché in questo momento il dispiacere per la fine di questa esperienza, per il tempo, la passione, la fatica e la fiducia che in tanti hanno messo è assolutamente superiore alla rabbia».

I risultati dei progetti sviluppati da spazio Compost non solo hanno creato ricchezza culturale e umana in ognuno dei partecipanti, ma ha permesso anche di creare materiale

(anche multimediale) di ricerca per Università nazionali ed estere. È sulla scia di questi fatti che si aprirà la discussione che prenderà vita all'incontro.

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