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Prato, i quadri contesi: Vicenza come i conquistadores

L'offensiva dei parlamentari pratesi sui quadri fatti sparire da Prato.Mazzoni presenta un'interrogazione, Biffoni e De Giorgi attaccano la Popolare di Vicenza a testa bassa. "La Popolare di Vicenza si comporta

come i Conquistadores di Pizarro". Il coordinatore del Comitato area pratese scrive al ministro Massimo Bray

LA PETIZIONE: FIRMA PER LA RESTITUZIONE DEI QUADRI

PRATO. "Spogliare un territorio dei suoi capolavori artistici è un atto degno dei conquistadores di Cortez o dei nazisti nella seconda Guerra mondiale. L’acquisizione di una banca da parte di un altro istituto di credito non può autorizzare atti che privino il territorio e i cittadini di quadri di eccezionale pregio, come fossero bottino di guerra: la Popolare di Vicenza restituisca alla Galleria di Palazzo degli Alberti di Prato i dipinti di Lippi, Caravaggio e Bellini”.

È questo il succo della durissima dichiarazione di due parlamentari toscani del Pd, la senatrice fiorentina Rosa Maria Di Giorgi, e il deputato pratese Matteo Biffoni , in merito alla vicenda che vede protagonista la Banca Popolare di Vicenza, che nel 2008 aveva acquisito la Cassa di Risparmio di Prato portandosi via - sembrava temporaneamente per una mostra - parte rilevante della collezione artistica pratese. La promessa era riportarli "in patria" una volta conclusa la mostra vicentina. Ma così non è avvenuto e il rifiuto del presidente della banca Gianni Zonin, nel corso di un incontro con il presidente della Provincia Lamberto Gestri, hanno fatto esplodere il caso dei quadri contesi. “Siamo di fronte a un caso che costituisce un precedente molto pericoloso – riconoscono i due parlamentari - per questo sosterremo l’interrogazione presentata sulla vicenda dal senatore Riccardo Mazzoni ".

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Secondo Mazzoni, infatti, "la legge comprende tra i beni culturali oggetto di vincolo le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico" e che "lo stesso Giovanni Bambagioni, figlio dell'ex presidente della banca pratese, ha ricordato che la Cassa di Risparmi e Depositi di Prato costituì la sua Galleria quando era ente pubblico e che, al momento del passaggio a Spa, la Galleria era già completamente realizzata, e dunque ne risulta che siamo in presenza di un bene culturale da tutelare "ab origine". Per questo, Mazzoni chiede al ministro "quale valutazione dà di una vicenda che potrebbe configurare, con il trasferimento dei capolavori della Galleria degli Alberti a Vicenza, un ratto di un patrimonio artistico raccolto in un'unica esposizione con il denaro e la volontà dei pratesi, e che dunque continua ad appartenere alla comunità pratese, e se non intenda intervenire, coinvolgendo la Soprintendenza, per tutelare i diritti di Prato".

La banca porta via altre dieci opere. La Banca Popolare di Vicenza ha inviato una lettera alla Soprintendenza ai beni artistici e culturali. È l'ultima novità che emerge dalla vicenda e non si tratta di una buona notizia per Prato. Non solo le tre opere non rientreranno a Prato ma altre dieci opere della raccolta di opere oggi in Palazzo degli Alberti saranno trasferite a Vicenza. Si tratta di opere del Seicento Fiorentino, opere (tra gli altri) di Bernardino Mei, di Santi di Tito e di Justus Sustermans.

Lettera al ministro. In precedenza, il coordinatore del Gruppo giovani del Comitato provinciale area pratese, Fabio Nesti, ha scritto una lettera direttamente al ministro per i Beni e le attività culturali Massimo Bray. "Da qualche tempo a Prato si sta verificando un fatto spiacevole e sconfortante che preoccupa la nostra città ed è legato alle vicende della ex Cassa di Risparmio e depositi di Prato, ora assorbita dalla Banca Popolare di Vicenza", scrive Nesti che illustra l’intera vicenda dei quadri rinascimentali portati a Vicenza (le foto) e che sembra non torneranno più a Prato.

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Dopodiché il Gruppo giovani del Cpap fa le sue richieste al ministro: «... riteniamo che il rapporto di un’opera d’arte con il proprio territorio sia inscindibile e fondamentale, un valore immodificabile e da non violare, cosa che a Prato purtroppo sta avvenendo. Egregio ministro, siamo a chiederle un suo autorevolissimo intervento presso l’istituto di credito citato, affinchè con un suo contributo le opere d’arte citate possano rientrare a Prato, lasciando inviolato così il patrimonio artistico e culturale cittadino a cui noi giovani teniamo moltissimo».

PETIZIONE: FIRMA PER CHIEDERE ALLA BANCA DI RESTITUIRE I QUADRI

quadri

Bufera politica. Della questione torna a parlare Massimo Carlesi, capogruppo Pd in consiglio comunale, che presenta un'interrogazione alla giunta: «Sembra  - si legge - che la Fondazione non abbia rinnovato a suo tempo il vincolo pertinenziale che avrebbe impedito di allontanare le opere dalla sede, pur trattandosi di proprietà privata.   Chiediamo all'amministrazione comunale se fosse a conoscenza di questa carenza, se si fosse adoperata per evitarla, nei limiti delle proprie competenze, e se si sia provveduto a verificare la sussistenza di questa condizione per altre opere presenti nel territorio comunale».

BAMBAGIONI: ILLEGALE SMEMBRARE LA GALLERIA

Il movimento civico "La città per noi" si associa all’appello di Nesti al ministro. «Il movimento civico - si legge - lancia un ragionevole dubbio sulle eventuali mancanze da parte della Fondazione Cassa di risparmio di Prato. Cosa poteva fare la Fondazione per evitare tale spiacevole situazione? E quindi, cosa non è stato fatto? Ci si chiede inoltre se vi siano responsabilità politiche ascrivibili a qualcuno, in seguito al fatto certo che Prato è stata silenziosamente privata di un suo patrimonio artistico di inestimabile valore».

Il consigliere provinciale Andrea Bonacchi, invita Comune e Provincia a fare fronte comune: «Spero che tutte le istituzioni si coalizzino per far sentire alta e forte la voce di Prato per scongiurare l’ipotesi che il presidente dei BpV non fornisca risposte precise circa

la data di ritorno delle tre opere a Prato».

Dello stesso tenore l’intervento della lista civica Giovani e famiglia che «sente il dovere di denunciare la arroganza e la sfacciataggine di BpV riguardo ai quadri pratesi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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