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L’affondo di Carlesi sulla Fondazione CariPrato: gestita come se fosse privata

Il capogruppo del Pd interviene insieme al consigliere Oliva sullo strano caso della mancata elezione del consiglio di indirizzo e attacca il sindaco

PRATO. Sullo strano caso della Fondazione CariPrato che da settimane non riesce a eleggere il consiglio di indirizzo serve un’operazione di trasparenza e qualche risposta da parte del sindaco Cenni. Lo affermano in una nota congiunta Massimo Carlesi, capogruppo del Pd in consiglio comunale, e il consigliere Nicola Oliva.

«L'empasse della Fondazione - scrivono i due consiglieri - riflette quello della città dove non si riesce a costruire un percorso condiviso di sviluppo, lo stesso patrimonio della Fondazione di quasi 100milioni di euro viene gestito secondo una logica di difesa della rendita, quasi che le risorse di una intera città fossero affidate in pegno per chissà quali interessi e patti, che non si conoscono; non sono resi trasparenti neppure gli indirizzi che ne informano la conduzione».

«La Fondazione offre potenzialità mai messe sinora a servizio della Città sebbene in più occasioni dal Consiglio comunale con atti bipartisan abbiamo cercato un dialogo con la Fondazione, che ha risorse e talenti importanti ma che sinora si è preferito tener chiusi a chiave nei forzieri a tutela di chissà quale altro interesse, non della Città, ma di qualche salotto buono. Quei 100milioni che dovrebbero fare da leva per il credito (attivando risorse per infrastrutture necessarie per Prato) sono invece gestiti secondo logiche private ; in Toscana e in altre Regioni le fondazioni sono diventate il pernio di importanti operazioni a sostegno dell'economia locale favorendo la nascita di fondi per l'investimento».

E dunque Carlesi e Oliva pongono alcune domande: «Come mai non si trova l'accordo sui candidati? Come mai il sindaco, ex presidente della Fondazione, non ha mai sentito e non sente il bisogno di coinvolgere (nonostante a suo tempo sollecitato con apposita

interrogazione) il Consiglio Comunale su queste scelte? Forse intorno al Consiglio si stanno giocando partite che vanno oltre il ruolo della Fondazione o ancor peggio partite che prevedono che questa non svolga ruoli diversi? Se il posto di consigliere è poco remunerato perché fa così gola?».

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