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Bugetti critica il sindaco Cenni sul centro italo-cinese

La segretaria provinciale del Pd attacca il primo cittadino ricordandogli che a suo tempo, “per interessi personali, ha spostato la produzione della sua azienda in Cina per sfruttare il basso costo del lavoro”

PRATO. «E’ paradossale ricevere critiche da un sindaco che per interessi personali a suo tempo ha spostato la produzione in Cina proprio per sfruttare il basso costo del lavoro. Come può adesso parlare di salvaguardia del know-how pratese?». Così il segretario Pd Ilaria Bugetti commenta la reazione del sindaco Roberto Cenni alla sigla dell’accordo per il centro di ricerca TexTech.

«E’ bene che i pratesi sappiano con chiarezza di cosa stiamo parlando: TexTech è un consorzio che ha come scopo quello di unire aziende toscane e cinesi per far nascere nuovi prodotti o industrializzazioni di processi. Per onor del vero è giusto - aggiunge Bugetti - che si sappia che il centro di ricerca TexTech sta lavorando alla possibilità di poter controllare, tenendo conto degli elevati standard richiesti, i prodotti italiani in partenza per il mercato cinese in modo che arrivati a destinazione possano avere una corsia preferenziale. Eppure il sindaco dovrebbe ricordarsi di altre esperienze virtuose sul territorio di collaborazione tra aziende italiane e cinesi, il cui accordo è stato sancito proprio in Municipio alla presenza dell’ambasciatore cinese. Tornando al centro TexTech, un primo progetto è già stato approvato dai Ministeri competenti, tra la Tecnotessile e Zhejiang sci-tech University. In cantiere ci sono iniziative concrete e innovative: tessuto-non tessuto antibatterico per esigenze sanitarie oppure ancora filati che trattati tecnologicamente potrebbero essere utilizzati come indumenti di sicurezza ad alta visibilità. Inoltre il centro – conclude il segretario PD - ha intenzione di lavorare alla costruzione di un patto che preveda le stesse regole per entrambe le dogane. Sul piatto c’è la possibilità di poter certificare a Prato le merci alimentari provenienti dalla Cina per poi smistarle in tutta Europa.

Inutile, per la crescita di Prato, trincerarsi dietro ad un inattuabile amarcord. Invece di vedere il centro come un pericolo, il sindaco dovrebbe impegnarsi di più nello spronare il Governo a mettere in campo tutte le risorse necessarie per far sì che le Dogane applichino le stesse regole”.

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