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Sequestro da due milioni di euro per Giorgio Diddi e Roberto Riccio

Conti correnti, immobili e auto bloccati dalla finanza nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta frode fiscale operata dal gruppo Diddi

PRATO. Il Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza ha eseguito negli ultimi giorni sequestri di conti correnti, immobili e auto per circa due milioni di euro nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta frode fiscale contestata a Giorgio Diddi e Roberto Riccio, arrestati lo scorso 21 marzo. A Diddi e Riccio il sostituto procuratore Eligio Paolini contesta di aver usato false fatture per 12 milioni di euro allo scopo di evadere Iva, Ires e contributi previdenziali.

Il Gruppo Diddi, specializzato nel ricondizionamento dei capi d'abbigliamento, aveva tra i suoi clienti la Sasch, Allegri, Trussardi, la Giupel e altre importanti società. Proprio da una costola dell'inchiesta Sasch, che vede indagato per bancarotta il sindaco Roberto Cenni, sono partiti gli accertamenti sul Gruppo Diddi. Tra le contestazioni all'imprenditore anche quella di aver inviato in Messico, tramite la società Full Cycle, 570.000 capi d'abbigliamento a marchio Sasch prodotti in Cina sui quali era stato apposto il marchio Made in Italy.

Il giudice per le indagini preliminari aveva autorizzato sequestri per circa 4 milioni di euro, ma molti beni risultavano intestati alle società e non erano "aggredibili". Un successivo provvedimento di sequestro ha consentito alla Finanza di congelare conti correnti, immobili e numerose auto riconducibili al Gruppo Diddi.

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