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Morganti espulso dalla Lega Nord: «L’ho saputo da Facebook»

Lo sfogo dell’europarlamentare: «Si pensa ad eliminare la gente onesta e coerente con i propri ideali»

PRATO. Claudio Morganti, europarlamentare toscano eletto nelle fila della Lega Nord, è stato espulso dal Carroccio. A renderlo noto è lo stesso Morganti che confessa di averlo saputo «tramite alcuni militanti che hanno postato la notizia su Facebook. Non ho ricevuto ancora alcuna comunicazione ufficiale, ma sono orgoglioso di essere stato espulso da questa Lega, diretta da un comitato di affari a cui non interessano più i valori fondanti della Lega Nord e di cui non ho voluto far parte. Se le motivazioni della mia espulsione sono quelle di aver dissentito dallo slogan "Prima il Nord", a cui ho sempre preferito "Prima la Toscana", di essermi detto contrario al trattenimento del 75% delle tasse che avrebbe privato la mia regione di ben 5 miliardi di euro l’anno, e soprattutto di essermi opposto a rilegare la Toscana a colonia e serva del domino lombardo–veneto, lo rifarei altre 10, 100, 1000 volte. In questa Lega non è consentito dissentire e pensarla diversamente in perfetto stile fascista. Per questo sono stati espulsi decine di militanti in Toscana, e così è stato anche per me. Alle esecuzioni di espulsioni interne, ormai quotidiane, personalmente preferisco parlare di espulsioni per i clandestini, per gli irregolari e per chi viene nel nostro Paese per imporre le proprie regole».

«Con queste epurazioni - prosegue Morganti -, la Lega Nord e il “nuovo corso” hanno dimostrato di essere uguali agli altri partiti, anzi peggio. Il commissario della Toscana, Gianni Fava, e i suoi soldatini non hanno avuto il coraggio di comunicarmi la sanzione; Fava, quel grande cuor di leone che professa di voler fare la rivoluzione, ma che a Roma si trova talmente bene da non aver ancora rinunciato alla poltrona più redditizia di parlamentare nonostante sia anche assessore in Regione Lombardia. Mi sorprese – ricorda Morganti – la prima volta che conobbi l’onorevole Fava in Toscana: anziché chiedermi della situazione politica mi invitò a fissare un appuntamento con il sindaco di Prato, Roberto Cenni, perché lui e i soci di un’azienda non erano soddisfatti degli investimenti sui rifiuti fatti in Toscana...».

Morganti, nel 2008 è stato eletto segretario toscano della Lega Nord, per poi dimettersi nel 2011 e aprire così al periodo di commissariamento. Nel 2009 è stato eletto al Parlamento Europeo e dallo scorso dicembre è stato sospeso perché “troppo presente sui media”. Ad oggi, i tesserati in Toscana sono poche centinaia, rispetto al grande exploit di oltre tremila tesserati sotto la segreteria Morganti.

«In Lega – afferma Morganti – si pensa ad eliminare la gente onesta e coerente con i propri ideali invece di chi continua a fare il militante nonostante abbia comprato con soldi pubblici le cartucce per andare a caccia e di chi, sempre con soldi pubblici,

abbia pagato il ricevimento di nozze della figlia. Per quanto mi riguarda – termina –, continuerò a lavorare per i toscani e per portare al Parlamento europeo le istanze della mia gente. Continuerò col mio intento di riportare di moda le parole “onestà” e “merito” nel mondo della politica».

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