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Naufragio dell’Oria: a Vaiano i parenti dei soldati morti

VAIANO. Un evento importante, legato alla seconda guerra mondiale, ha proiettato Vaiano e la Fondazione del Centro documentazione storico etnografico, in una dimensione di interesse nazionale. Domani...

VAIANO. Un evento importante, legato alla seconda guerra mondiale, ha proiettato Vaiano e la Fondazione del Centro documentazione storico etnografico, in una dimensione di interesse nazionale. Domani alle 21, si accenderanno le luci del salone consiliare del Comune di Vaiano, per ricevere i familiari dei soldati morti nel naufragio del piroscafo Oria" del 12 febbraio del 1944. I parenti arriveranno da Roma e da altre parti d'Italia: «E' iniziato tutto da una telefonata che ho ricevuto l'anno scorso - racconta la dottoressa Alessia Cecconi direttrice del C.D.S.E. - Una signora pugliese mi comunicava che era stata ritrovata, una gavetta di un soldato con inciso il nome di "Vaiano, mamma ti voglio bene ritornerò e le iniziali D. M." proprio vicino al relitto dell'Oria, sui fondali del Mar Egeo. Sono così iniziate le ricerche da parte di un'impiegata dell'anagrafe Paola Marchesini per ritrovare la famiglia. Il soldato Dino Menicacci nato a Vaiano nel 1922, in località Migliano, faceva parte dei 4046 soldati che si erano rifiutati di collaborare coi tedeschi dopo l'Armistizio. Erano stati disarmati e fatti prigionieri dai tedeschi, a botte e strattoni imbarcati sul piroscafo Oria, era un piroscafo norvegese, proveniva da Rodi e naufragò vicino all'Isola greca di Le cause dell'affondamento non sono chiare, non è stato bombardato neppure minato, forse una tempesta e il grande carico umano. Alla serata sarà presente Giorgio Orlandi, nato a Carmignano nel 1922, un testimone che si salvò perchè aveva la malaria, così fu mandato in ospedale. In video conferenza il sub Aristotelis Zevourdis, che ha ritrovato i resti del relitto. «Con questo evento lanciamo un'operazione precisa, che vuole attrarre le persone nella nostra valle – ha detto il sindaco di Vaiano Annalisa Marchi – Usare la nostra cultura e la nostra memoria per generare turismo, a cui dovremo naturalmente fornire un'accoglienza

adeguata. Stiamo cercando di capitalizzare la massimo le nostre risorse in questo senso e per il piroscafo “Oria” il Cdse sarà uno dei punti di riferimento nazionale tra quelli istituzionalizzati». L’evento sarà trasmesso anche streaming su Valbisenzio.it ( l.c., a.p.)

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