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Sos della coop Tarta-Ruga «Rischiamo di chiudere»

Il problema sono stati i maggiori costi rispetto al preventivo della nuova sede ma basterebbe sfruttare al massimo la struttura per risolvere la situazione

MONTEMURLO. Ancora non è stata inaugurata ufficialmente che la nuova sede della cooperativa “Tarta – Ruga”, che da più di 12 anni offre assistenza ai disabili montemurlesi in convenzione con Asl, rischia già la chiusura. Una storia di debiti e di mancati investimenti da parte del Comune che da una parte lascia deserta una grande struttura all'avanguardia e dall'altra suscita il panico dei parenti degli assistiti e dei componenti della cooperativa. «A Montemurlo non c'è niente per i nostri ragazzi – dicono i genitori dei dodici disabili che ogni giorno vengono accolti in via Menotti - Non c'è niente durante la settimana, niente il sabato e la domenica, tranne la cooperativa “Tarta – Ruga”.

Non possono rimanere a casa, non è possibile che i sacrifici li debbano fare sempre i più deboli». I problemi sono cominciati un paio di anni fa, quando da via Udine, col benestare di Comune e Asl, la cooperativa “Tarta-Ruga” decide di trasferirsi in via Menotti e investire in un immobile più grande. Molto più grande: due piani, 600 metri quadrati. Prendono un mutuo da 150mila euro ma il cantiere non va come deve andare perchè «per mettere tutto a norma secondo quanto indicato dai tecnici Asl – raccontano alla cooperativa – Siamo dovuti tornare indietro su molte cose e ricominciare da capo».

E i costi sono saliti ben oltre il doppio dell'investimento iniziale. Ironia della sorte, i debiti non sarebbero tali se la struttura venisse sfruttata interamente. Per rendere l'idea, nella struttura sono stati realizzati otto bagni. «Come specificato dalla normative, ogni bagno è destinato ad un massimo di 6 persone – spiegano in via Menotti - Quindi questa è una struttura in cui potrebbero essere ospitate 50 persone: arriviamo appena a 15». E' il Comune di Montemurlo, in accordo con Asl che tiene la lista d'attesa, a sovvenzionare gli inserimenti della struttura di via Menotti. Per ogni assistito il Comune paga una tariffa giornaliera per il loro sostentamento ma «non ci sono soldi – spiega un lapidario Nicola Ciolini, assessore al sociale e vicesindaco - Noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo per la “Tarta-Ruga dando il nostro contributo annuo e rifinanziando il progetto Ada».

La cooperativa non è rimasta a guardare e ha cercato una soluzione rivolgendosi ad altre cooperative sociali: per ospitarle magari, e quindi dividere i costi vivi della struttura. Hanno scoperto di essere la cooperativa del settore meno sovvenzionata della Provincia di Prato. Ogni assistito a Montemurlo viene finanziato con 27 euro più iva, le altre cooperative pratesi si aggirano invece intorno ai 39 euro. Se a questo ci aggiungiamo poi che le quattro operatrici non ricevono lo stipendio da Asl da cinque mesi, il ritratto è completo. La cooperativa “Tarta-Ruga” ha l'acqua alla gola. «Per non chiudere servirebbero tariffe adeguate e un numero di venti inserimenti – spiegano alla cooperativa – Ma tanto non ci ascolta nessuno». La speranza viene dal progetto, presentato in Regione, per un centro diurno per anziani autosufficienti da realizzare al primo piano dell'edificio in via Menotti. Duecento metri quadrati, due giardini pensili, un luogo piacevole dove passare le giornate. Anche il Comune spera nella Regione.

Alessandro Pattume

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