Quotidiani locali

Abiti usati, ma di lusso

All'Oki Doki vestiti griffati venduti a prezzi stracciati

 PRATO. La distanza fra Prato e Torino non è poi molta, per un'idea: Silvia Bertini l'ha dimostrato aprendo "Oki Doki" in via del Purgatorio 56b il 15 settembre scorso, negozio di vestiti e accessori per uomo e donna in conto vendita, con due particolarità non indifferenti: una sezione tutta dedicata alle grandi firme e la cura dei dettagli e dei vestiti, che non ricordano affatto un negozio di abiti usati o un mercatino.  «L'idea mi è venuta a Torino, dove ho vissuto per 3 anni e mezzo - spiega - lì la cultura dell'usato è molto popolare e si trova davvero di tutto, anche se spesso i negozi dell'usato sono in franchising. Un negozio indipendente in questo modo mancava, ci ho scommesso sopra e ho deciso di tornare a Prato. E ho scoperto che anche qui può funzionare».  Il sistema del conto vendita implica la necessità che i pratesi vengano in negozio a portare i propri abiti usati, che poi vengono controllati e selezionati insieme a Silvia Bertini: «Prima di tutto, non accetto niente che non sia perfettamente pulito e in buone condizioni - spiega - e in effetti sì, la risposta c'è stata: l'unica pubblicità che mi ero fatta era tramite volantini, tutto il resto l'ha fatto il passaparola e, nel giro di poco tempo, le persone hanno iniziato prima a portare vestiti da tutta Prato, e poi anche a fare acquisti».  Quello che è nato è un vero circolo virtuoso, visto che chi viene a ritirare quanto guadagnato dalla vendita di un suo abito, il 50% di quanto incassato dal negozio, spesso ne compra altri o si ferma anche solo a scambiare due chiacchiere. Inutile dirlo, i capi che restano in negozio per minor tempo sono quelli griffati.  «Che siano abiti o accessori, spariscono appena arrivano - spiega Bertini - abbiamo avuto Chanel, Prada, Fendi, Pinko, Dolce e Gabbana. Il record per la velocità se lo aggiudicano le borse, ma anche i cappotti se la cavano bene».  Qualche esempio valido: una borsa di Fendi venduta a 45 euro, 95 euro per una giacca in pelle di Armani e 120 euro per un cappotto da uomo di Armani in kashmir praticamente nuovo: «E questi sono i capi davvero cari - aggiunge Bertini - ci sono anche altri capi, magari non firmati ma comunque in ottimo stato, a 8 euro, o 7,50. Qui si vendono solo vestiti di qualità, e non ho niente di vintage: non è il mio campo, e a Prato ha già il suo mercato. Una signora ha fatto parecchi acquisti prima di rendersi conto che i vestiti che stava comprando erano usati: era convinta che fossero nuovi».  Anche l'apparenza del negozio fa il suo gioco: «È tutto molto curato, non voglio che sembri un mercatino. Questo è un negozio in conto vendita, la merce è selezionata e, come la vetrina, disposta con gusto. Accetto anche merce da chi è in grado di creare capi o accessori, mi piacerebbe che Oki Doki diventasse un punto di riferimento e di partenza per chi ha questa capacità, e per chi decide di portarmi il suo usato».  Oki Doki in slang nordamericano significa ok, va tutto bene, ed è un nome beneaugurante che per ora ha funzionato; un negozio del genere, inoltre, punta anche sull'ecologia: «È meglio rivendere un capo e ricavarne qualcosa che tenerlo nell'armadio, o ricavarne stracci. In questo modo ha una nuova vita, perché chi lo compra lo userà di sicuro».

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