Quotidiani locali

Un museo di ceramiche con oggetti del Duecento nascerà a Bacchereto

Nelle cantine del castello si ricostruirà la storia del borgo Inaugurazione a giugno. In prima fila Comune e Polisportiva

 CARMIGNANO. Di museo in museo. In tempi non proprio felicissimi per la cultura, in cui molto si taglia e poco si investe, sul Montalbano c'è chi alla cultura crede. A fine marzo sarà inaugurato il nuovo museo comunale archeologico di Artimino. Ma capita anche che un museo (nuovo) possa nascere grazie allo sforzo di un'associazione di volontari.  E' il caso del museo della ceramiche di Bacchereto, il paese della nonna di Leonardo da Vinci, che a giugno potrebbe già aprire i battenti. Un antiquarium con i frammenti rinvenuti nel corso di uno scasso fortuito al Brucio nel 1978 ed esposti, in parte, nel museo archeologico di Artimino. Uno spazio che racconterà l'abilità e la fama dei maestri ceramisti del borgo dal Duecento fino alla fine del Quattrocento, prima di Montelupo Fiorentino. Un museo che fin dalle sua mura racconterà però anche la storia del paese, visto che sorgerà nelle cantine del vecchio castello trasformato nei secoli in chiesa, accessibili dal lastricato che dalla piazza si inerpica su per la collina. Certo senza i contributi pubblici il museo non si sarebbe potuto fare. E anche l'idea, in fondo, arriva dal Comune, lanciata nel 2004 dall'allora assessore alla cultura (ed oggi sindaco) Doriano Cirri. Ma se la Polisportiva di Bacchereto, che è un po' l'anima della frazione, promotrice di tanti eventi e sagre, non l'avesse sposata e ci avesse creduto, il museo probabilmente non si sarebbe mai realizzato. O per lo meno non già adesso.  «Il Comune cercava uno spazio - racconta Sergio Lenzi, presidente della Polisportiva -. Noi abbiamo proposto: facciamolo nella compagnia attigua alla chiesa, che era però da restaurare per via del tetto malconcio e delle infiltrazioni di umidità».  Poi si è liberato uno spazio ancora più bello: le vecchie cantine, 70 metro quadri in quattro stanze. Ed è lì che il museo sorgerà. «Sono mura che parlano e ogni volta dicono qualcosa di nuovo» prosegue Sergio. «Raccontano la storia del paese dal 1100 ed è stata riscoperta anche l'abside più antica della chiesa» gli fa eco l'assessore alla cultura, Fabrizio Buricchi. Sono stati restaurati tutti e due gli spazi: le cantine e la compagnia. Un intervento da 185 mila: 50 mila concessi dalla Provincia, altri 135 mila dal Comune attraverso l'8 per cento degli oneri di urbanizzazione che spettano alle chiese, visto che la Curia è proprietaria dell'immobile. La Polisportiva ci aggiungerà i soldi per l'allestimento. Ne ha anche approfittato per commissionare a due archeologi
un ricerca storica che in molti si augurano possa continuare. E così tra tre mesi il museo potrebbe essere già pronto. Gestito dalla Polisportiva o da un comitato che rappresenti l'intero paese. Aperto sicuramente il sabato e la domenica, negli altri giorni su prenotazione. Almeno all'inizio.

TrovaRistorante

a Prato Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Premio ilmioesordio, invia il tuo libro