Menu

Matrimoni in calo, tra crisi economica e regole sugli stranieri

PRATO. Ormai non resta che regalarli a San Valentino, perché di fiori per incorniciare l'ingresso degli sposi all'altare o al cospetto di un pubblico ufficiale civile se ne sono visti davvero pochi nel 2010. L'amore ai tempi della crisi, parafrasando Garcia Marquez. O l'amore ai tempi del permesso di soggiorno per immigrati: senza quello, dal pacchetto sicurezza in poi non ci si può più sposare fra stranieri.

A far sfiorire il fatidico "sì" a Prato lo dimostrano i numeri dei matrimoni nel 2010, elaborati dall'ufficio statistica del Comune: praticamente quasi dimezzati rispetto al 2009. Che sia davanti a un prete o un assessore, il vincolo coniugale è stato sottoscritto da 470 coppie, contro le 714 unioni registrate nel 2009. A sorpresa, in picchiata sono soprattutto i matrimoni civili che nel 2009 rappresentavano il 68,21% del totale, ovvero 487 casi: nel 2010 a convolare a nozze in Comune sono state 260 coppie, 210 si sono scambiate le solenni promesse davanti a Dio.

Un minimo storico che la nostra città non ha mai toccato: l'ultima annata magra risale al 2004, quando i matrimoni toccarono quota 585 mentre è nel 2005 che si è verificato il sorpasso del rito civile su quello religioso (315 a 293). La forbice si è ampliata nel 2009, quando le celebrazioni religiose furono 227 e 487 civili. Ma non è solo la crisi ad allontanare la luna di miele.

Volendo indagare a fondo le cause di questo tracollo vistoso dell'anno passato, anche per rispetto di San Valentino in arrivo che protegge le coppie innamorate, basta incrociare le tabelle dei matrimoni fra italiani, stranieri e misti dal 2006 al 2010. E si capisce che erano gli aspiranti coniugi che parlavano una diversa lingua (per lo più cinesi) a trainare il trend in aumento dei matrimoni: 614 nel 2006, 665 nel 2007, 677 nel 2008, 714 nel 2009 e il triste record dei 470 nel 2010. Ma se l'anno scorso i congiungimenti tra stranieri sono stati 76, nel 2009 hanno scelto di pronunciare "sì" 274 coppie d'innamorati con passaporto non italiano.

E a sposarsi drasticamente di meno sono più i cinesi che i pratesi: 60 i matrimoni che sono stati festeggiati nella comunità dagli occhi a mandorla nel 2010, 237 nel 2009 (che salgono per la verità a 263 perché sei donne cinesi hanno preso marito pratese). Nessun matrimonio misto sino-italiano invece è stato festeggiato nel 2010 mentre in sei casi gli italiani hanno deciso di sposarsi con una romena.

Il crollo dei patti coniugali sanciti fra cinesi probabilmente ha una spiegazione: l'entrata in vigore del pacchetto sicurezza nella seconda metà del 2009 che obbliga gli sposi stranieri a esibire il permesso di soggiorno può aver scoraggiato l'impresa. E questo che significa che il matrimonio era visto anche come una scorciatoia per regolarizzarsi, al di là dei sacrosanti sentimenti. Rimane il fatto che anche fra italiani ci si pensa due volte prima di dire "per sempre".

I 450 matrimoni siglati nel 2006 e i 339 complessivi del 2010 (sempre fra italiani) parlano chiaro. Ma è la statistica delle celebrazioni religiose (210 nel 2010) che non convince don Lorenzo Lenzi, direttore della pastorale per la famiglia della Diocesi di Prato con un passato da psicoterapeuta. «Sono certo che quel numero sia da raddoppiare - fa notare don Lenzi che in Diocesi organizza i corsi prematrimoniali per fidanzati - anche perché molti dei matrimoni pratesi in chiesa avvengono fuori da Prato e pertanto la registrazione
non viene fatta dal nostro Comune.

Effettivamente però la situazione socio-economica del mondo di oggi incide sulla decisione di sposarsi o meno. I giovani tendono a valorizzare la progettualità piuttosto che l'immediato e il valore di una promessa fatta davanti a Dio è più vincolante».

TrovaRistorante

a Prato Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro