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E’ la prima apparizione in pubblico dopo l’incidente, i mesi di coma e la lunga riabilitazione

Ecco a tutti noi... Francesco Nuti

L'attore con la figlia Ginevra alla presentazione del cd con i suoi brani

 PRATO. Più di quattro anni dopo la caduta che lo ridusse in coma per mesi, Francesco Nuti è ricomparso ieri per la prima volta in pubblico al cinema Eden, per presentare il suo cd "Le note di Cecco", realizzato con il fratello Giovanni e con Marco Baracchino. E' arrivato in sala in carrozzina, un paio d'occhiali scuri, visibilmente commosso. Ha fatto progressi, adesso sta meglio. Saluta tutti sorridendo, mentre quella fossetta inconfondibile gli fende ancora il mento. E per i tanti fan e gli amici intervenuti, rivederlo in carne ed ossa è già un miracolo.  Non riesce a parlare, ma si fa capire e capisce. La sala è gremita di gente, qualcuno venuto anche da lontano per riabbracciarlo. Accanto a lui ci sono la figlia adolescente Ginevra, avuta con l'ex moglie Annamaria Malipiero (anche lei presente), il fratello Giovanni Nuti e Marco Baracchino, che insieme a Francesco hanno prodotto il cd, da ieri in vendita in tutti i negozi di dischi.  L'album raccoglie dieci brani, le canzoni più belle delle colonne sonore dei film di Francesco e tre inediti "I dementi", "Quadro quotidiano" e "Marilyn", registrata poco prima che Francesco cadesse. Il cd racconta anche i suoi inizi di attore, cabarettista e cantante, in uno struggente amarcord affidato alle note. «Abbiamo cercato di dare a questi brani una sonorità senza tempo - dice Marco Baracchino - è un album fatto in casa, autoprodotto, che ripercorre la storia musicale di Francesco e soprattutto è il frutto del lavoro di tanti musicisti che con noi hanno creduto nel progetto».  Poi prende la parola Giovanni Nuti, fratello e compagno di note di Francesco, per condividere con il pubblico il pensiero del fratello, seduto vicino a lui. «Francesco ha scritto due righe per questa occasione - spiega Giovanni - è molto contento di esserci. Dedica questo disco a tutti voi e a sua figlia Ginevra».  Poi aggiunge qualcosa come coordinatore del progetto: «Quando penso a com'era mio fratello prima dell'incidente, penso soprattutto alla sua voce. Quella limpida e alta di quando, poco più che bambino, cantava "Nel sole" di Albano, nella bottega del babbo Renzo, e quella del Francesco uomo, seduttiva e dolcemente toscana, con cui sapeva incantare tutti».  «Quando faceva un film voleva sempre partire dalla colonna sonora - continua Giovanni Nuti - poi il resto veniva dopo. Si parla sempre del Francesco Nuti attore, da oggi si parlerà anche del musicista, ma lui era anche un regista e adesso dopo molti momenti bui, è di nuovo tra noi e vuole tornare a lavorare per il suo pubblico. Ha dei progetti, forse prima o poi scriverà un libro dove ci racconterà il suo cinema. Vorrebbe rimettere le mani su "Occhio Pinocchio" e produrre "Olga e i fratellastri di Billi" di cui ha già pronta la sceneggiatura».  Interviene anche qualcuno dalla platea, più
che domande, arrivano parole di affetto e stima per Francesco, ritrovato dal suo pubblico, dopo anni di silenzio. Nuti si gira verso le poltrone, vorrebbe salutare tutti gli intervenuti, uno ad uno. Poi sorretto, lascia la sala fra gli applausi. Questa volta, Francesco, è un arrivederci a presto.

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