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Prato, due cinesi uccisi in strada a colpi di machete

Due cinesi sono stati trovati uccisi in due negozi situati l'uno a pochi metri dall'altro, questo pomeriggio a Prato. Il duplice omicidio è avvenuto in una zona della citta' abitata prevalentemente da membri della comunita' orientale a seguito di uno scontro tra bande

PRATO. Due cinesi ancora senza nome sono stati uccisi ieri pomeriggio a colpi di coltello e machete all’interno di una tavola calda di via Strozzi. Secondo le prime ricostruzioni, un gruppo di tre o quattro connazionali ha fatto irruzione nel locale, compiendo l’aggressione. Sono tre i morti cinesi nel giro di quattro giorni. Il primo si è accasciato in mezzo alla piazzetta, in un lago di sangue, sopraffatto dai suoi carnefici.

Il secondo ha avuto la forza di girare intorno all’isolato, forse inseguito, ed è stramazzato sulla soglia di un’agenzia di viaggi, senza avere il tempo di capire che per lui sarebbe stato l’ultimo. Sono morti così, macellati come si farebbe con le bestie, due giovani cinesi assaliti e giustiziati nella maniera più brutale da un gruppo di connazionali ieri pomeriggio all’interno della tavola calda Ji Xiang di via Strozzi. Erano le 16,20 quando si è scatenato l’inferno nella piazzetta simbolo della città multietnica, dove si affacciano almeno sette negozi cinesi e una macelleria islamica. Le prime testimonianze raccolte dalla squadra mobile raccontano una scena di questo tipo: un gruppetto di tre o quattro cinesi armati di coltelli e machete entra nella tavola calda e si chiude la porta alle spalle.

Cercano due o tre connazionali che sono seduti ai tavoli e li assaltano all’arma bianca. Gli altri provano a difendersi ma sono colti di sorpresa e cadono sotto una gragnuola di colpi alla testa e agli arti. Uno guadagna l’uscita e cade a qualche metro dall’ingresso, l’altro raccoglie le ultime forze e imbocca un passaggio interno che sbocca sul retro dell’edificio, in via Filicaia. Davanti all’ingresso di uno studio dentistico lascia l’impronta insanguinata di una mano e una pozza di sangue, si trascina fino all’agenzia di viaggi Wenzhou e crolla sulla soglia. Un terzo cinese viene visto da più di un testimone mentre viene trascinato da altri due lungo via Strozzi, perde sangue dalla testa e anche gli altri sembrano feriti. Superano il Caffè Concorde e di loro si perdono le tracce: non arriveranno mai al pronto soccorso.

Inutili i soccorsi di Croce d’Oro e Pubblica Assistenza ai due cinesi agonizzanti (le salme verranno poi portate all’Istituto di medicina legale di Firenze): hanno ferite alla testa, alla schiena, agli arti. Intanto i poliziotti trovano almeno un’arma del duplice omicidio, un machete abbandonato nel pratino accanto alla tavola calda, forse gettato durante la fuga. Lì sopra c’è una telecamera piazzata in posizione strategica, potrebbe aver ripreso l’intera scena, ma sembra che fosse guasta oppure una di quelle finte messe solo per spaventare i ladri. In via Filicaia i poliziotti fermano tre giovani cinesi, li perquisiscono e li portano in Questura, forse hanno visto qualcosa.

Da via Strozzi portano via altri due giovani, uno in lacrime, forse un amico dei morti. Altri quattro o cinque orientali vengono tenuti a distanza dalla folla: si ritroveranno tutti in Questura per una lunga notte di deposizioni davanti al vice questore Francesco Nannucci. Ci sono almeno due testimoni oculari.

Un italiano fermo sul marciapiede di via Filicaia dice di aver visto fuggire un sacco di orientali in diverse direzioni subito dopo aver sentito le urla dei cinesi che venivano uccisi. Su un punto le ricostruzioni sembrano d’accordo: è stato uno scontro tra due bande, sulle cui cause si possono fare solo supposizioni, così come su eventuali collegamenti con altri due fatti di sangue accaduti domenica notte, l’omicidio dell’imprenditore Xu Zhongguang davanti alla Tessitex di via Toscana e l’accoltellamento di un ventiduenne cinese, un interprete, davanti alla discoteca Siddharta. Le due vittime di ieri, invece, ufficialmente non sono state ancora identificate. Tra gli inquirenti circolavano i nomi di un uomo di 24 anni e di un altro di 34.

Le impronte digitali daranno la conferma. Per tre ore, dalle 16.30 alle 19.30, la zona intorno alla piazzetta è stata un brulicare di uomini in divisa, agenti delle volanti e della squadra mobile, carabinieri, Scientifica di Prato e Firenze, il sostituto
procuratore Eligio Paolini. Intorno alle 19 arriva anche il sostituto procuratore Tommaso Coletta della Direzione distrettuale antimafia: la conferma che si è imboccata la pista della criminalità organizzata, non è stata una semplice rissa finita male.

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