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PRATO

La polizia prende due scippatori,
la folla stava per linciarli

Li hanno presi dopo l’ennesimo tentativo di scippo ai danni di una donna cinese. E se non ci fossero stati i poliziotti, forse i cinesi si sarebbero fatti giustizia da soli. In carcere sono finiti due ventenni, un italiano e un albanese, accusati per ora di un paio di rapine.

PRATO. Li hanno presi dopo l’ennesimo tentativo di scippo ai danni di una donna cinese. E se non ci fossero stati i poliziotti, forse i cinesi si sarebbero fatti giustizia da soli. In carcere sono finiti due ventenni, un italiano e un albanese, accusati per ora di un paio di rapine.

Ore 12,30 di una tranquilla domenica di lavoro al Macrolottino cinese compreso tra via Calabria, via Puglia, via Piemonte e via Veneto. Un’ auto civetta della squadra mobile si sta aggirando nella zona per prevenire i frequenti scippi di cui restano vittima i cinesi o i loro clienti stranieri. A un certo punto i poliziotti notano uno Scarabeo 125 che procede in via Val d’Aosta a bassa velocità. Sono gli scippatori che stanno cercando la preda di giornata.

Infatti di lì a poco i due sullo scooter puntano una cinese, le arrivano alle spalle e quello seduto dietro tenta di strapparle la borsa. La donna resiste e cade, ma salva la borsa. L’auto civetta della squadra mobile taglia la via di fuga dei due scippatori, che tentano di forzare il blocco e vanno a sbattere contro l’auto della polizia, cadono, scappano a piedi in due direzioni diverse. Quello che era alla guida viene preso quasi subito, anche perché numerosi cinesi hanno visto la scena e gli sbarrano la strada.

Poi gli mollano qualche sberla prima che il poliziotto riesca a chiuderlo nell’auto di servizio. Si accerterà più tardi che è un italiano di 20 anni, C.A., nato a Manduria (Taranto) e residente in città. Pochi giorni fa, insieme a tre amici, ha bucato per gioco le quattro ruote di un’auto in sosta in via Palermo ed è stato denunciato, ma nella sua fedina penale c’è molto altro. Più difficile la cattura del complice albanese, anche lui ventenne.

L’ispettore della squadra mobile lo rincorre per alcune centinaia di metri e spara anche un colpo di pistola in aria. Arrivato a tiro, il giovane albanese si sfila il casco e con questo colpisce il poliziotto, che a sua volta impugna la pistola e col calcio colpisce alla testa l’albanese. All’ospedale, dove viene giudicato guaribile in 8 giorni, il ragazzo dirà che si è fatto male cadendo, ma è andata diversamente. Anche lui comunque finisce in manette e viene portato in Questura, mentre all’ospedale finisce la donna cinese, guaribile in 5 giorni per ferite a un ginocchio. Nel bauletto dello scooter, che risulta rubato lo scorso 25 gennaio a Calenzano, viene trovato un martelletto, quasi certamente usato nei giorni scorsi per compiere una rapina ai danni di una donna cinese in via Toscana.

Col martello spaccarono il vetro dell’auto e poi presero a martellate la malcapitata. Il forte sospetto è che i due ragazzi siano gli autori di numerosi scippi avvenuti negli ultimi mesi al Macrolotto cinese. Serviranno confronti con le vittime delle rapine per averne la certezza, ma intanto i cinesi possono tirare un sospiro di sollievo, ci sono due predoni in meno per la strada.

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